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Triplice omicidio nel Catanese: la svolta dopo 34 anni grazie a un pentito

Il boss Vincenzo Rosano si è autoaccusato. Ma ci sono anche due indagati a piede libero.

07 Marzo 2025, 08:04

triplice omicidio

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Si è autoaccusato di essere coinvolto in un triplice omicidio. Un caso di sangue rimasto irrisolto per 34 anni. Vincenzo Rosano, collaboratore di giustizia ed ex capomafia del clan Santangelo-Taccuni di Adrano, ha raccontato ai pm della Dda etnea e ai poliziotti del Commissariato di Adrano i dettagli agghiaccianti dell’agguato del 3 luglio 2021 Adrano in cui furono ammazzati Angelo Lo Cicero, il fratello Vincenzo e Vincenzo D’Agate. Nei giorni scorsi c’è stata l’udienza preliminare davanti al gup per Rosano. La pm Alessandra Tasciotti hanno chiesto il rinvio a giudizio per Rosano. Che però non avrebbe agito da solo: infatti ci sono due indagati a piede libero per cui si procede separatamente. Il processo ha subito però uno slittamento perché manca la notifica a uno dei familiari delle vittime, in veste di parte offesa, che vive all’estero. Altri parenti, presenti in udienza, si costituiranno parte civile con l’avvocato Francesco Messina.

I tre sparirono da Adrano il 3 luglio 1991. Da come si legge nel capo d’imputazione, i due fratelli Lo Cicero e D’Agate furono attirati in campagna «col pretesto di consumare» della cocaina da Rosano e gli altri complici. Poi i killer spararono con due doppiette e una pistola calibro 38. Il clan Santangelo punì i tre per una partita di droga che fu acquistata da personaggi non affiliati. La colpa fu anche di averla rivenduta ad Adrano, facendo concorrenza ai santapaoliani.

I corpi dei tre furono trovati all’alba del 5 luglio 1991 in contrada Pecoraro. Fu un agricoltore, secondo quanto ricostruito dai cronisti dell’epoca, ad accorgersi dei cadaveri. D’Agate era dentro una Lancia Y data alla fiamme con il volto sfigurato dal fuoco. I fratelli Lo Cicero, invece, semicarbonizzati erano crivellati di colpi a pochi metri dalla vettura. Segno che i due tentarono di fuggire.
Una famiglia sterminata quella dei Lo Cicero. I due morti ammazzati sono fratelli di Pippo Lo Cicero che fu freddato assieme al suo fidatissimo Salvatore Battiato all’interno di un circolo di via Roma di Adrano il 5 febbraio 1996. Per questo omicidio sta scontando l’ergastolo Pippo Scarvaglieri, boss del clan Scalisi che sono i referenti dei Laudani ad Adrano. Ma c’è un collegamento da fare con gli assetti mafiosi attuali: Pippo Lo Cicero era il papà di Cristian, oggi ritenuto il rappresentante dei Mazzei ad Adrano. I due fratelli uccisi nel 1991, quindi, erano gli zii del nuovo boss.