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"Pieno" gratis con le carte carburante rubate e clonate, sgominata gang: tre arresti a Catania

L'indagine dei carabinieri della Stazione di Librino è partita dopo diverse denunce.

Laura Distefano

29 Marzo 2025, 11:17

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Pieno gratis e litri di carburante versato su decine di bidoni poi stoccati in una stalla in via Belfiore. Gasolio e benzina erano rivenduti nel mercato nero. Il metodo di approvvigionamento della banda, composta da tre catanesi con una rete di complici, in diversi distributori della Sicilia (e non solo) sarebbe stato studiato nei minimi particolari. Prima si rubavano le carte carburante di vari marchi, solitamente utilizzate da ditte e società, e poi venivano clonate attraverso un «algoritmo» software.
Il giudice per le indagini preliminari ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giuseppe Piacente, 54 anni. Sono invece ai domiciliari Antonino Buda, 58 anni, e Filippo Antonino Cercone, 39 anni. Il provvedimento è arrivato, così come prevede la riforma Cartabia per alcuni reati, dopo l’interrogatorio preventivo degli indagati. Che in totale sono 19. Per alcuni la richiesta di misura del pm è stata rigettata.

I furti delle gpl-card sono stati però denunciati dai manager dei vari colossi del settore e dai titolari ai carabinieri della Stazione di Librino. La prima cosa che hanno fatto gli investigatori, appena la procura ha aperto il fascicolo, è stato quello di visionare le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nei “teatri” degli acquisti sospetti effettuati tra il 2021 e il 2022 con le carte carburante. Su più filmati i carabinieri hanno notato lo stesso uomo, che prima riempiva vari fusti e poi riempiva il serbatoio dell’auto. Il pagamento avveniva tramite il Pos. Erano due le vetture usate solitamente. Le indagini portano a chiudere il cerchio su Piacente.


La procura dispone una perquisizione e i carabinieri trovano indumenti e altri particolari che inchiodano il ladro-clonatore. Gli accertamenti però non si fermano: i militari di Librino piazzano una telecamera davanti a una scuderia di via Belfiore, localizzata grazie alle intercettazioni, che sarebbe stata usata come deposito per il carburante rubato. L’occhio elettronico ha registrato decine di scarichi di taniche piene di gasolio depredato.

Ogni membro della banda avrebbe avuto un ruolo. Video e dialoghi captati hanno permesso di fare una sorta di organigramma: Piacente «si occupava dei furti e delle clonazioni delle carte carburante» e anche dei vari «prelievi di carburante». Buda, chiamato “Nino”, avrebbe avuto la mansione di cassiere, avrebbe «finanziato le trasferte di Piacente» e si sarebbe occupato « altresì della vendita del carburante illecitamente prelevato». Carcione, infine, è colui che avrebbe messo a «disposizione dell'associazione una stalla che aveva in comodato d'uso in via Belfiore». Ma avrebbe avuto all’occorrenza anche il compito di venditore. Nelle conversazioni i tre non fanno altro che parlare di taniche da riempire e svuotare, soldi da spartire. Per gli investigatori alcune parole inequivocabili: «Pronto, Nino, scusami ma poi non mi posso fare vedere, l'ultimo scarico ti sto facendo, va bene sto venendo, ciao».

Piacente, nell’interrogatorio preventivo con il gip Luca Lorenzetti che si è svolto diverse settimane fa, ha parzialmente ammesso quello che gli inquirenti gli contestano, ma ha respinto qualsiasi forma di associazione criminale. Gli altri indagati, anche i due finiti ai domiciliari, sarebbero stati dei semplici compratori del gasolio rubato. Tesi sostenuta anche da Buda e Cercone. Ma le loro versioni non hanno convinto il giudice per le indagini preliminari che ha disposto le misure cautelari eseguite dai carabinieri.
Clonare le carte carburante sarebbe stato abbastanza semplice. L’algoritmo utilizzato dalla gang del gasolio avrebbe permesso di creare delle copie perfette delle gpl-card.