Catania, il giudice dispone il carcere e lui insulta e minaccia il suo avvocato mentre viene portato in cella
Per evitare il contatto fisico, l'imputato è stato trattenuto dagli agenti
Avvocato insultato e minacciato dal suo assistito che lo ha “incolpato” della misura cautelare in carcere. È successo lunedì mattina all’ex pretura di via Crispi al termine di un processo per direttissima.
L’uomo, che soffre di alcune patologie, era stato arrestato qualche qualche giorno prima per resistenza a pubblico ufficiale. A chiamare le forze dell’ordine era stata la madre per una lite in famiglia. L’avvocato Emilio La Ferrera ha depositato una serie di documenti atti a certificare le condizioni di salute dell’arrestato sollecitando una detenzione domiciliari in un centro di cura. La giudice ha quindi disposto una perizia psichiatrica e ha fissato l’udienza al prossimo 7 maggio. Nell’immediatezza però il giudice ha disposto la misura custodiale in carcere. Un provvedimento che ha fatto perdere il controllo all’uomo che mentre era nell’androne del Palazzo di giustizia di via Crispi per essere accompagnato nel mezzo che lo avrebbe condotto nella casa circondariale ha cominciato a inveire contro il suo difensore, minacciandolo con toni molto accesi. Per evitare il contatto fisico è stato trattenuto dagli agenti.
La Ferrera è molto comprensivo: «Il mio assistito soffre di alcune patologie come ho argomentato in udienza». Quello che è accaduto però spinge il penalista a una riflessione: «Noi avvocati viviamo sempre più rischi. E assumere una difesa alcune volte diventa una scelta difficile e complicata. Sarebbe necessario aprire un dibattito per poter attivare azioni concrete per la nostra tutela. Siamo sempre più oggetto di attacchi, anche da parte di chi con ignoranza non comprende che ogni imputato, anche di un delitto efferato, ha diritto a un giusto processo e auna difesa».