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26 marzo 2026 - Aggiornato alle 07:15
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Catania, condanna definitiva per Enzo Mangion nel processo "Samael"

La decisione della Cassazione.

16 Maggio 2025, 12:09

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Ricorso rigettato. La Quinta sezione penale della Cassazione ha confermato la sentenza di condanna della Corte d’Appello nei confronti di Giuseppe Mangion, chiamato da tutti “Enzo”, nell’ambito del processo “Samael”. Inchiesta che nel 2019 fece scattare le manette al figlio del “consigliere” di Cosa nostra catanese Francesco Mangion, “ciuzzu ‘u firraru”. L’indagine del Ros riuscì a scoperchiare la filiera degli investimenti illeciti dei boss del clan Santapaola-Ercolano. I carabinieri filmarono Mangion - cognato di Aldo Ercolano, il killer di Pippo Fava - mentre contava i soldi che dovevano essere spartiti in famiglia. Le accuse nei confronti di Mangion sono associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di beni. La Cassazione, rigettando il ricorso dei difensori - gli avvocati Rocco Di Dio e Mario Brancato - ha però escluso il ruolo di capo-promotore.

Questo però non ha avuto effetti sulla pena finale: che è rimasta 19 anni e 3 mesi di reclusione (in continuazione con la sentenza Dionisio) così come stabilito in primo grado e confermata in appello. I legali attendono di leggere le motivazioni della Suprema Corte per valutare le strade da percorrere. Ora la Pg dovrà emettere l’ordine di carcerazione per Mangion, che è detenuto in conseguenza di una misura emessa lo scorso 24 aprile dalla prima sezione della Corte d’Appello, presieduta da Sebastiano Mignemi, che ha accolto un’istanza dei sostituti Pg Nicolò Marino e Andrea Ursino in cui, con allegata documentazione, si attestava l’attualità della pericolosità sociale dell’imputato che per scadenza termini avrebbe dovuto essere scarcerato. Cosa che non è avvenuta.