I fari dell'Anticorruzione sulla variante dell'appalto dei rifiuti del Comune di Catania: ecco perché sarà monitorato per un anno
Il contenuto della relazione dell'Anc al Parlamento
I fari dell’Autorità Anticorruzione accesi sulla variante al contratto di gestione dei rifiuti, il Lotto Centro, del Comune di Catania.
Il riferimento è contenuto nella Relazione annuale al Parlamento dell’attività svolta dall’Autorità Anticorruzione nel 2024 spiegata dal presidente dell’Anac Giuseppe Busìa. Una variante che non convince l’Anticorruzione che ha anche deciso di sottoporre l’esecuzione del contratto è stata sottoposta a monitoraggio annuale fino alla data di scadenza dello stesso».
«Con nota di definizione semplificata del 16 ottobre 2024 – di legge - l’Autorità ha concluso l’istruttoria sulla variante al contratto di gestione rifiuti presso la città di Catania (lotto Centro) disposta dal Comune con propria deliberazione. Nello specifico, è stato condotto un approfondimento atto a verificare se detta modifica sia stata adottata in presenza di tutte le condizioni richieste dalla normativa di riferimento con particolare riferimento alla presenza, nel caso concreto, di “circostanze impreviste e imprevedibili per l’amministrazione aggiudicatrice”. L’istruttoria ha evidenziato che l’ente locale ha approvato la perizia di variante e suppletiva a causa del verificarsi di condizioni non sussistenti all’epoca dell’esecuzione del progetto e che detta variante è incentrata sull’incremento della frequenza nell’esecuzione dei servizi e delle prestazioni già previsti negli atti di gara (ad esempio, la frequenza di spazzamento e di lavaggio di alcune strade del centro storico, servizi dominicali e festivi, implementazione della frequenza di raccolta dei rifiuti nelle aree del centro storico e della movida, implementazione dei cestini per le varie tipologie di rifiuti e per le deiezioni canine, etc.). Invero, il contratto non ha subito alcuna modifica sostanziale. La perizia suppletiva ha comportato una maggiorazione del canone annuale a favore dell’appaltatore pari a circa 2,5 milioni di euro per un aumento di costo complessivo inferiore al 10% del contratto.
stesso».