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Catania

Gara rifiuti a San Pietro Clarenza, quattro arrestati e c'è il sindaco

Di Giuseppe Anastasio

CATANIA - Il sindaco e un funzionario del Comune di San Pietro Clarenza e l’amministratore e un dipendente di una società privata sono stati arrestati da militari della Guardia di Finanza di Catania per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti.

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Al centro dell’inchiesta della Procura distrettuale di Catania la procedura di gara per l’assegnazione del servizio di raccolta, spazzamento e trasporto rifiuti. Gli appalti oggetto dell’indagine, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro, sono relativi al periodo 2015-2018. Nei confronti degli indagati il Gip di Catania ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per due e agli arresti domiciliari per altri due. 

Destinatari della misura della custodia cautelare in carcere sono il primo cittadino del Comune, Giuseppe Bandieramonte, nato nel 1975 e al suo secondo mandato di sindaco, e Angelo La Pianata, (nato nel 1978), amministratore della Progitec Srl – esercente l’attività di "raccolta di rifiuti solidi non pericolosi” - con sede a Castel di Iudica (Catania) e società aggiudicatrice della gara al centro dell'inchiesta. L’azienda in questione è indagata per “responsabilità amministrativa degli enti”.

La misura degli arresti domiciliari è stata invece disposta nei confronti di Michele Faro, nato nel 1958, nella sua qualità di responsabile dell’Ufficio Igiene e Manutenzione e del servizio “rifiuti solidi urbani” del Comune di San Pietro Clarenza nonché responsabile unico dei procedimenti amministrativi oggetto di corruzione e turbativa; ai domiciliari, poi, anche Silvio Calandrino, nato nel 1979, dipendente della “Progitec” ma «di fatto - si legge in una nota della Procura di Catania - impiegato presso il Comune di San Pietro Clarenza fino alla fine di ottobre 2018 quale collaboratore del citato Faro».

Sempre la Procura di Catania spiega che «l’investigazione, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania (Gruppo Tutela Finanza Pubblica) e coordinata da questa Procura Distrettuale, convenzionalmente nota come Operazione “Differenziata” (in ragione del trattamento parziale e di aperto favoritismo riservato dal sindaco Bandieramonte alla “Progitec” nell'aggiudicazione di gare e servizi pubblici), ha disvelato l’esistenza di un articolato circuito corruttivo che ha visto il fluire di svariate utilità a beneficio dei pubblici ufficiali corrotti» quali «assunzioni come lavoratori dipendenti nella “Progitec” su indicazione del sindaco Bandieramonte, di soggetti che garantivano appoggio elettorale al sindaco (tra i quali anche la sua attuale compagna); sponsorizzazioni da parte della "Progitec" di eventi sportivi organizzati da associazioni promosse da familiari del sindaco; pagamento di stipendi per circa 50.000 euro annui a favore della compagna».

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