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Catania

"Rosa dei Venti", condannato per droga anche cugino di ex ministro albanese

Di Redazione

Il Gup di Catania Maria Ivana Cardillo ha condannato a 15 anni e 5 mesi di reclusione Moisi Habilaj, 51 anni, cugino dell’ex ministro dell’Interno albanese Saimir Tahiri, per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.

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La sentenza riguarda il processo nato dall’inchiesta "Rosa dei venti" della Guardia di finanza, coordinata dalla Dda etnea, su un vasto traffico di droga tra Albania e Sicilia sud-orientale, per un "giro" d’affari stimato dall’accusa in 20 milioni di euro.

Secondo la procura di Catania, l’organizzazione era dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e di armi e negli ultimi anni era riuscita a trasportare in Italia dalla costa albanese oltre 3.500 kg di marijuana, sequestrati in più occasioni. La droga veniva utilizzata per approvvigionare le piazze di spaccio sia di Catania che delle provincie di Ragusa e Siracusa.

Il Gup ha condannato anche Antonino Riela (14 anni e 8 mesi di reclusione), Vincenzo Spampinato (10 anni e 2 mesi), Maridian Sulaj (8 anni e 4 mesi), Nezar Seiti (7 anni e 4 mesi), Angelo Busacca (7 anni e 4 mesi), Gianluca Passavanti (4 anni) assolto dall’associazione per delinquere, Rosario Giuliano (2 anni e 4 mesi) e Giuseppe Greco (2 anni e 4 mesi). Assolti: per non avere commesso il fatto Fatmir Minaj; perché il fatto non costituisce reato Maria Massimiliano Brundo, William Patanè e Carmelo Sandro Bertolini.

Il giudice ha disposto anche la confisca dei due fucili Kalashnikov, delle munizioni e del contante sequestrato a Moisi Habilaj e Antonino Riela.

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