StMicroelectronics, i sindacati: "Governo regionale assente alla vertenza"
Cgil Sicilia e Fiom Catania: “Dicono che mettono risorse nell’Apq, senza chiedere impegni all’azienda. Inammissibile”
“La regione siciliana si dice disposta a intervenire economicamente, con 200 milioni di euro, nell’accordo di programma con St microelectronics, ma non dice che impegni intende pretendere dalla
multinazionale, che ha annunciato 5 mila esuberi in tutti i suoi siti produttivi”. Lo denunciano la Cgil Sicilia e la Fiom di Catania. L’8 luglio il sindacato di categoria ha partecipato a un incontro nella
terza commissione dell’Ars e il 28 di questo mese è in programma il tavolo ministeriale sulla vertenza.
“Nell’incontro in commissione - afferma Rosy Scollo, segretaria della Fiom di Catania- , assente sia il
governo regionale che l’azienda, non è emerso alcun impegno della Regione. E cosa grave- aggiunge- è il fatto che il presidente della Commissione si sia dichiarato contrario all’elettrico, che potrebbe
invece costituire il core business di una espansione del sito produttivo catanese. L’impressione – rileva Scollo- è che qua in Sicilia non conoscano neanche il piano industriale di Stm”.
Aggiunge Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia: “Questa vertenza è la conferma che in Sicilia siamo in mano di nessuno. L’ipotesi di esuberi nella fabbrica catanese è inammissibile se ci sono investimenti pubblici. Ed è inammissibile che la regione, ancora una volta, non eserciti un suo ruolo, esplicitando cosa intende realmente mettere in campo, dalle risorse economiche alle infrastrutture e in cambio di cosa, rendendosi dunque protagonista nel negoziato. Non vediamo oggi alcun protagonismo- osserva Mannino- e temiamo che questa incapacità di stare al passo degli eventi ci faccia sfuggire di mano ancora una volta una importante realtà produttiva determinando ricadute negative sull’occupazione e la possibilità di sviluppo”.