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Inchiesta su congresso di chirurgia: Mirabella assolta, Basile condannato per concussione

La sentenza del gup.

12 Settembre 2025, 13:48

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Il chirurgo ed ex rettore di Catania, Francesco Basile è stato condannato dal giudice per le udienze preliminari di Catania per concussione e tentata concussione - con la concessione delle attenuanti generiche - a due anni e dieci mesi di reclusione Basile, invece, è stato assolto dall'accusa di corruzione, così come aveva chiesto il pm Fabio Regolo, per la vicenda legata all'organizzazione del congresso di chirurgia che si è svolto nel Catanese nel 2021. Il gup ha assolto per la stessa contestazione anche Barbara Mirabella, ex assessore comunale alla cultura del comune di Catania, gli imprenditori campani Sabrina Rubeo ed Eugenio Marzullo. Sentenza di assoluzione per corruzione anche per l'imprenditore Giovanni Trovato e Basile. Tutti sono stati assolti - seguendo la richiesta del pm - con la formula "perché il fatto non sussiste".

La difesa

Il gup ha rigettato la richiesta di risarcimento formulata dalla parte civile, Basile è stato condannato al pagamento di 3.000 euro in favore del Fondo Unico Giustizia. «Le sentenze si rispettano ma questa sarà sicuramente oggetto di impugnazione», è il commento del professore Angelo Pennisi e dell'avvocato Attilio Floresta, legali di Francesco Basile.

Soddisfatti dell'assoluzione i difensori di Mirabella, gli avvocati Maria Licata e Ivan Albo. Così come i difensori di Trovato, gli avvocati Rosario Pennisi ed Enzo Mellia.

L'inchiesta e le richieste di archiviazione

L'inchiesta scoppiò nel 2022: pochi giorni prima dell'appuntamento elettorale con le Regionali. Barbara Mirabella era candidata per uno scranno all'Ars con il partito di Fratelli d'Italia. Gli investigatori bussarono alla sua porta per notificargli l'ordinanza del gip degli arresti domiciliari. All'ex rettore Francesco Basile, invece, fu applicata invece una misura interdittiva. Uno tsunami politico e sanitario di un'enorme portata, che oggi si conclude con una sentenza di assoluzione. L'indagine nel corso del tempo è stata stralciata in tronconi: il primo filone è stato qualche mese dopo archiviato. Il pm, dopo aver letto memorie difensive e aver ascoltato i protagonisti, ha chiesto per ben due volte l'archiviazione al gip che però alla fine ha disposto l'imputazione coatta. Il sostituto procuratore aveva chiesto la condanna in un primo momento, ma dopo le arringhe difensive ha ribaltato le valutazione e chiesto l'assoluzione per tutti e la riduzione di pena per Basile. Richieste del pm che sono state accolte in pieno dal gup.