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Festa di Sant’Agata: «I portatori di candelore dichiarino di essere contro la mafia»

Il plauso del Comitato per la legalità della Festa all'arcivescovo Renna. Camarda: «Denunciando si è esposto in prima persona»

24 Settembre 2025, 15:08

candelore

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«Innanzitutto un ringraziamento e un plauso per quanto fatto, detto e pensato dall’arcivescovo Renna».
Non usa giri di parole il dott. Renato Camarda, portavoce del Comitato per la legalità della Festa di Sant’Agata, parlando delle azioni e dei moniti, anche duri, che monsingor Luigi Renna ha pronunziato verso chi “sporca” le celebrazioni in onore della Patrona. «Ecco perché – anticipa – vogliamo rivolgergli un appello».

«Noi – spiega il portavoce del Comitato, espressione di molte associazioni di società civile – non possiamo che essere grati a mons. Renna. L’arcivescovo parla apertamente di illegalità e di devozione solo ostentata, e di casi specifici (come lo stendardo dedicato a un mafioso sulla candelora dei pescivendoli ndr) e lo fa assumendosi la responsabilità di quello che dice, esponendosi in prima persona. Questo è un grande esempio per la comunità e per chi governa Catania».

Vuol dire che il Comune non protegge abbastanza la Festa?

«Il Comune negli ultimi 15 anni almeno ha fatto grandi passi avanti per regolare la Festa anche attraverso l’istituzione del Comitato organizzativo assieme alla Chiesa e lo Statuto della festa, ma ci sono ancora degli aspetti in chiaroscuro che vanno migliorati».

Quali?
«Attraverso il Corpo dei vigili urbani, il Comune ha il compito di controllare le candelore, i ceroni e i venditori ambulanti. Ma ci sono ancora delle ombre, piccola illegalità diffusa che ha il potere di generare illegalità generale com’era negli Anni ’90, prima che i processi dessero un duro colpo alla criminalità mafiosa infiltrata nella festa».

Si spieghi meglio.
«Fra i portatori di candelore c’è tanta brava gente, ma anche alla luce del recente episodio abbiamo chiesto che tutti si dichiarino pubblicamente per la legalità e contro la mafia. E che non ci siano più “annacate” aggiuntive a richiesta e stendardi aggiuntivi. Per non dire delle ricevute a fronte delle offerte che ogni cereo riceve, previste dallo Statuto della festa, mai emesse. Eppure, ogni candelora è seguita da un vigile urbano».

Dalle candelore ai ceroni…
«Anche in questo caso la maggioranza di coloro che fanno il sacrificio di portare torcioni accesi lo fa per fede, per grazia ricevuta. Ma dovrebbero essere spenti. Invece fendono la processione accesi causando scottature e danneggiamenti. Una religiosità che in questo caso è contro l’interesse degli altri fedeli e della comunità tutta. Imponendo poi al Comune che da qualche anno sta comunque risolvendo il problema prontamente, una pulizia difficile e straordinaria del centro città dalla cera gettata in strada. E la cosa paradossale è che i torcioni in processione stanno diventando uno spettacolo ricercatissimo per turisti e media. Mentre il Comune continua a emettere ordinanze regolarmente disattese».

E i venditori ambulanti come danneggiano la festa?
«Non parliamo ovviamente di quelli con stallo e licenza regolare. Parliamo dei tanti itineranti che non sono solo illegali, ma intralciano e rallentano la festa. Come Comitato, abbiamo proposto al Comune di creare banchetti a costo zero, per non escludere nessuno, o creare sul percorso specifiche aree food. Ma non abbiamo avuto nessuna risposta».

E allora?
«E allora ci appelliamo alla Chiesa che, dopo aver migliorato negli ultimi decenni la qualità della festa e della religiosità con grande impegno, possa aiutarci anche nelle altre problematiche. Alla vigilia del Giubileo agatino chiediamo all’arcivescovo di continuare nel suo impegno pubblico affinché Catania divenga più civile e più religiosa. Gli chiediamo anche di menzionare e stigmatizzare gli altri aspetti problematici della festa. Vero che la Chiesa non ha nessuna responsabilità specifica per l’organizzazione della festa esterna, ma mons. Renna ha saputo andare oltre queste competenze burocratiche, come ci ha dimostrato con il suo sdegno per l’episodio della candelora, lanciando un monito duro contro l’illegalità. E di questo hanno bisogno Catania e la Festa di Sant’Agata».