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Catania

Rifiuti, è emergenza frazione umida in 28 Comuni del Catanese

Di Simone Russo

S. Agata Li Battiati (Catania) - È emergenza frazione umida a Catania e provincia. Ieri mattina, all’interno della sala consiliare del Comune di Sant’Agata Li Battiati, il sindaco Marco Rubino ha convocato tutti i sindaci dei ventotto Comuni della provincia catanese per firmare un “manifesto propositivo dei sindaci” da inviare al presidente della Regione Sicilia, Musumeci. Giovedi scorso, la piattaforma Kalat ha comunicato il raggiungimento del livello di saturazione della capacità annuale autorizzata di trattamento del rifiuto organico (l’umido), nello stesso giorno la Raco ha comunicato la chiusura dell’impianto a far data dal 27 luglio e sino al 19 agosto, e cioè nel periodo maggiormente sensibile, sotto l’aspetto igienico sanitario per il perdurare di elevate temperature stagionali e per l’incremento quantitativo dei rifiuti organici prodotti. Anche la società Ofelia ha comunicato la sospensione dei conferimenti e la società Rem ha comunicato di non avere più spazi disponibili nel proprio impianto di compostaggio.

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In pratica dal prossimo 27 luglio, l’umido non potrà più essere conferito in nessuna piattaforma. Tutto l’impegno dei cittadini e la tolleranza zero degli amministratori comunali verrà vanificato. L’umido andrà a confluire nelle piattaforme “indifferenziate”. «Nelle more del funzionamento a regime del sistema regionale di smaltimento dei rifiuti – spiegano nella nota – bisogna valutare la possibilità di aumentare il limite autorizzato in ciascun impianto di recupero, previa acquisizione dei pareri tecnici e tecnico sanitari, per fare fronte alle esigenze di conferimento dei Comuni, pur nella consapevolezza che la deroga è una soluzione solo temporanea».

I ventotto sindaci, compreso il primo cittadino di Catania, chiedono di «prevedere la realizzazione di ulteriori impianti di trattamento, al fine di una dislocazione omogenea degli stessi su tutto il territorio regionale. Inoltre – continuano – bisogna prevedere fondi regionali per la realizzazione di impianti pubblici per il trattamento dell’umido, impegnandosi, in qualità di sindaci a promuoverne la progettazione e la realizzazione nell’ambito della Srr Catania Area Metropolitana e ad individuare due siti idonei, anche al fine di garantire il servizio a costi inferiori a quelli attualmente sostenuti». La nota, già trasmessa, adesso aspetta una urgente risposta del presidente Musumeci. Tra una settimana, se non ci saranno positive novità, la raccolta e lo smaltimento dell’umido sarà un vero problema per tutta la provincia di Catania.

Intanto Anthony Barbagallo, parlamentare regionale del PD, dice: «Gli impianti di conferimento rifiuti del territorio sono ormai saturi e rischiano la chiusura nei prossimi giorni. Questa situazione, oltretutto in piena estate, avrebbe conseguenze pesantissime sulla vivibilità dei centri abitati e sulla stessa salute dei cittadini».

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