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Catania, il Consiglio comunale sulla privatizzazione dell’aeroporto: «È l’unica strada possibile»

Di Redazione |

CATANIA  – Seduta straordinaria del Consiglio comunale di Catania con all’ordine del giorno la privatizzazione dell’aeroporto. Alla riunione, che è stata richiesta da diversi consiglieri, primo firmatario Salvo Di Salvo, hanno partecipato con il sindaco Salvo Pogliese, tra gli altri, l’assessore regionale alle infrastrutture Marco Falcone, il presidente della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia Piero Agen, l’amministratore delegato della Sac Nico Torrisi e la componente del Cda Sac Maria Elena Scuderi. L’aula, durante il dibattito ha approvato due ordini del giorno: uno, primo firmatario il consigliere Giuseppe Gelsomino invita il sindaco a farsi promotore di ogni utile iniziativa per sostenere il progetto di realizzare una nuova pista dell’aeroporto; un altro, primo firmatario il consigliere Alessandro Nasca, affinchè l’amministrazione interloquisca con gli organi ministeriali competenti, per fare applicare anche all’aeroporto di Catania le agevolazioni per la continuità territoriale. 

A conclusione di una lunga serie di interventi di consiglieri comunali, dell’assessore regionale Marco Falcone e dell’amministratore delegato Sac Nico Torrisi, ha preso la parola il sindaco Salvo Pogliese che dopo aver ripercorso l’iter del processo di privatizzazione, risalente al 2017: «A scanso di equivoci e di interpretazioni strumentali – ha spiegato il primo cittadino – ribadisco che Comune non venderà il 2% della propria partecipazione all’interno della Sac per alcune riflessioni di carattere tecnico-politico che abbiamo fatto, ancor prima che il consiglio nello scorso mese di aprile si pronunciasse contro la vendita delle quote. Lo farà invece parzialmente la Città metropolitana, vendendo il 50% della sua quota che è del 12,21 %, perchè l’aeroporto di Catania necessita di investimenti strutturali significativi che nessuno fra i soci può garantire un euro di risorse aggiuntive per assicurare gli investimenti necessari per far “decollare” in termini di presenze e trasporto passeggeri. Entro il 2030 si è calcolato che l’aeroporto possa raddoppiare il traffico passeggeri trasportati addirittura fino a 20 milioni l’anno, con benefici che ricadrebbero su tutto il territorio». 

«Pertanto – ha aggiunto il sindaco – la privatizzazione è l’unica strada possibile, con successo già percorsa da altri aeroporti come Napoli, Venezia, Roma, ovunque con importanti risultati. Coi proventi della cessione della metà delle quote della città metropolitana, realizzeremo un introito presumibilmente circa sessanta milioni di euro che verranno spesi per i servizi del territorio provinciale come strade e scuole; per questo confidiamo di poter trovare la giusta sintesi tra i soci pubblici, che assicureranno il dovuto controllo con quelle di legittimo profitto dei privati che acquisteranno le quote con procedure che dovranno essere assolutamente trasparenti».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA