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Crollo in via Castromarino, Cgil denuncia presenza di sciacalli nello stabile

Catania

Crollo, crepe e vibrazioni da tempo e intanto la talpa "scavava"

Di Gianluca Reale

Catania - Una crepa da cui si vede persino la luce dall’altra parte del muro. Elena, Elda e Marcello Mascolino sono preoccupati. Durante il passaggio della talpa meccanica sotto il palazzo in cui abitano hanno riscontrato un distacco delle murature in un angolo dell’appartamento di loro proprietà, una fessura che dal terzo piano scende sino al soffitto del piano terra. Hanno chiamato un tecnico di fiducia, poi scritto alla Fce e, in seguito alla risposta di quest’ultima, alla C.M.C., ditta appaltatrice dello scavo del tunnel della metropolitana. Come loro, altri inquilini dello stesso stabile che si affaccia su via Plebiscito, lamentano crepe e fessurazioni. «Ci siamo confrontati con gli altri condomini, abbiamo scattato foto e video. L’amministratore di condominio ci ha invitato a inviargli tutta la documentazione in nostro possesso», rivela Elena.

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Nella zona c’è apprensione. A una cinquantina di metri di distanza dalla palazzina collassata, un giovane uomo ieri ha richiesto un sopralluogo dei vigili, allarmato da alcune crepe sui muri. In via Daniele - raccontano in zona - c’è stato anche un po’ di panico per i tremori, perché in certi momenti si muovevano anche i mobili e alcune persone sarebbero andate a dormire altrove. Una giovane donna rivela di aver vissuto giorni di preoccupazione in casa sua, ma senza aver riscontrato nessun danno. «Abito al n. 11 di via Castromarino - racconta un giovane, uno tra gli sfollati finiti in albergo - e da qualche giorno in casa mi tremava pure il letto». «I tremori - aggiunge Salvo Castro del Comitato Antico Corso - si sentono chiaramente anche in via Torre del Vescovo e nella sede della nostra associazione; qualche crepa è apparsa lungo la via nella parte più vicina a via Plebiscito».

Dalla Fce rispondono alle pec di segnalazione ricevute, rimandando alla ditta appaltatrice. «L’impresa è direttamente responsabile verso terzi dei danni arrecati durante l’esecuzione dei lavori e delle attività connesse, per la cui garanzia ha stipulato polizza di assicurazione n. 5837.00.33.33025891 SACE BT Spa, piazza Poli Roma». E nella risposta è aggiunta per conoscenza proprio la CMC, indicandone la pec. Dalla sede locale dell’impresa, a Misterbianco, dicono che tutte le segnalazioni ricevute sono prese in carico e che viene aperta una procedura di sinistro: «Verrete contattati dai nostri tecnici». Nell’area interessata dallo scavo, in realtà, da diverse settimane tecnici dell’impresa eseguono rilevamenti e sopralluoghi, persino nelle abitazioni, registrando lo status quo prima del passaggio della talpa. Tecnici dell’azienda anche ieri erano al lavoro, in via Daniele, per fare rilievi su eventuali movimenti degli edifici.

Il direttore generale di Fce, ingegnere Salvatore Fiore, non nega le segnalazioni di danni, ma spiega che «rientrano nella normalità quando si scava una galleria in un contesto urbanizzato come quello interessato dai lavori e con manufatti datati. Le segnalazioni che riceviamo le giriamo all’impresa e alla direzione lavori, perché rientra nelle loro responsabilità. Stiamo cercando di capire cosa sia successo ieri e se il cedimento possa essere dipeso dallo scavo. Di certo - aggiunge Fiore - dobbiamo dire grazie ai vigili del fuoco, che hanno evitato che qualcuno si facesse male. Adesso mi auguro che l’opera possa andare avanti senza intoppi, ma in tutta sicurezza. Per noi la sicurezza, dei cittadini e del cantiere, viene prima di tutto».

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