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Rifiuti, Catania verso la proroga di 6 mesi dell'appalto che lascia sporca la città

Catania

Rifiuti, Catania verso la proroga di 6 mesi dell'appalto che lascia sporca la città

Di Giuseppe Bonaccorsi

CATANIA - Si terrà molto probabilmente martedì alle 16,30 (nel giorno della scadenza dell’appalto-ponte) un incontro in Comune, disposto dal sindaco Pogliese, per fare il punto della situazione dopo il bando di gara sui rifiuti andato deserto per la quinta volta consecutiva. Il primo cittadino ha convocato i rappresentanti sindacali che si occupano del comparto rifiuti e i delegati di Confindustria e delle altre associazioni di categoria per capire dalla loro voce quali sono le criticità che avrebbero spinto le ditte a non partecipare alla gara. Si tratta di un appuntamento propedeutico per perfezionare il lavoro già in atto del comitato tecnico istituito dall’amministrazione subito dopo il fallimento della quinta gara d’appalto. Attualmente la Srr, diretta dall’ingegnere Biagio Bisignani, sta procedendo a perfezionare il nuovo bando con la collaborazione del direttore della Nu, architetto Areddia e l’apporto del Rup della gara settennale, Carmelo Caruso. Il lavoro di modifica verrà poi visionato dall’ingegnere Romano inviato dall’Anac.

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Intanto tra due giorni scadranno i termini dell’appalto e il Comune intende procedere con una proroga tecnica della durata all’incirca di sei mesi. La durata della nuova proroga sarebbe dettata da una lettera che la Srr ha inviato in Comune per metterlo al corrente che per pubblicare il nuovo bando con modifiche occorreranno non meno di sei mesi.

Per la nuova gara probabilmente se ne parlerà dopo l’estate e la città continuerà ad avere un appalto molto carente, con molte lacune che rendono la città sempre sporca come si evince anche dalle tante lamentele che giungono alla nostra rubrica "Lo dico a La Sicilia". Quello che fa rabbia è avere un servizio che non soddisfa affatto, con un costo tra i più alti d’Italia. Un costo che ironia della sorte viene pagato finora dal 50% dei cittadini mentre l’altra metà non lo ha mai pagato o non lo paga da anni. Una beffa per gli onesti. Ed è proprio per rispetto di questi cittadini che il Comune deve fare di tutto affinché l’appalto non costi in futuro ancora di più, mantenendo tra l’altro la promessa di procedere nel 2021 a una diminuzione della Tari. Ma visto lo scenario attuale sarà possibile?

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