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Catania, nuovo ospedale San Marco: c'è l'ok per le assunzioni

Catania

Coronavirus, a Catania attesa per test su una ragazza rientrata da Venezia

Di Mario Barresi

CATANIA. «Abbiamo fatto 50 tamponi e sono risultati tutti negativi». Nello Musumeci, ha aggiornato - rassicurando - i dati sui sospetti casi di Coronavirus in Sicilia, a conclusione dell'incontro operativo di oggi pomeriggio a Catania.

Ma, ovviamente, le segnalazioni si moltiplicano. E negli ospedali siciliani ci sono due casi che nelle ultime ore hanno destato più preoccupazione.

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Il primo a Cefalù. Negativo al Coronavirus il tampone eseguito su un ventenne delle Madonie che si era recato al pronto soccorso della Fondazione Giglio, che ha ufficializzato l'esito. «Il giovane si era presentato in pronto soccorso, dopo essere transitato dalla guardia medica, con sintomi influenzali e nausea raccontando di avere avuto contatti con la fidanzata proveniente da un comune del nord Italia. I sanitari hanno eseguito il tampone faringeo che è stato inviato al Policlinico di Palermo per gli esami», si legge in una nota della Fondazione Giglio.

Il secondo caso è a Catania. Ed è ancora aperto: si conoscerà domani l'esito del tampone su una ragazza ricoverata al reparto Malattie infettive del San Marco. La giovane, rientrata da Venezia, aveva accusato negli scorsi giorni febbre con un'ipotesi di infezione respiratoria. Visitata al pronto soccorso del Policlinico etneo, è stata poi sottoposta al test sul Coronavirus e trasferita - in attesa del "verdetto" - al nuovo ospedale di Librino.

«Non c'è motivo di essere allarmati, abbiamo fatto e stiamo facendo tutto quello va fatto, non c'è motivo di irrazionale preoccupazione», ha comunque rassicurato il presidente della Regione in conferenza stampa. Accanto a lui l'assessore alla Salute, Ruggero Razza, ha rivendicato il funzionamento della "macchina" in Sicilia: «Il tempo dei referti dei tamponi eseguiti per esami sul Coronavirus è stato sempre inferiore alle 12 ore. C'è una richiesta spiccata di tamponi ed esami specifici. Stiamo valutando di aumentare da due a cinque i laboratori di analisi abilitati al controllo». Razza ha anche smentito la voce, diffusa in ambienti sanitari siciliani, che gli ospedali dell'Isola siano sforniti dei kit per il test sul Coronavirus: «Non è vero che non ci sono sufficienti mezzi: è un normale tampone faringeo che viene spedito a un laboratorio che ha i reagenti specifici, che va fatto soltanto a chi ha una specifica sintomatologia».

 

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