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Coronavirus, slittano a Catania visite e interventi non urgenti negli ospedali

Catania

Coronavirus, slittano a Catania visite e interventi non urgenti negli ospedali

Di Giuseppe Bonaccorsi

Catania - Dopo l’ordinanza del sindaco, che vieta tutti gli appuntamenti al chiuso con assembramento di persone, ieri mattina in Prefettura si è tenuto un tavolo di crisi con tutti i direttori generali delle aziende ospedaliere della città per fare il punto della situazione dell’epidemia, alla luce soprattutto del caso della Facoltà di Agraria che dopo la positività di alcuni professori e addetti è stata chiusa. Presenti oltre ai direttori generali anche quelli sanitari e i rappresentanti dell’aeroporto. Nel corso della riunione che è stata interlocutoria è stata ribadita la decisione di differire tutti gli interventi chirurgici non urgenti negli ospedali cittadini. La misura era stata già disposta dall’assessorato regionale alla Salute. Ma oltre allo slittamento degli interventi chirurgici anche le visite ambulatoriali non urgenti e riprogrammabili potrebbero subire uno slittamento magari a dopo la fine dell’epidemia. Le visite urgenti invece sono state confermate.

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Le due misure, probabilmente sono state adottate per due motivazioni. La prima è quella di evitare quanto più possibile assembramenti di persone all’interno degli ospedali che ospitano persone fragili e malate e quindi sono più a rischio. Il secondo motivo potrebbe essere quello di evitare di occupare personale medico e infermieristico che potrebbe essere chiamato a supporto dello sforzo per contenere il virus, semmai anche nella nostra Regione dovessero aumentare i casi. Intanto al Cannizzaro ieri sono stati ultimati i lavori del nuovo percorso in sicurezza del pre triage. dal 21 febbraio era già operativa una stanza apposita per trattare tutti i casi di sospetta influenza. Adesso con il nuovo pre triage che partirà da domani, domenica, il percorso delle persone sospette sarà blindato e sarà collegato col reparto di Malattie infettive diretto dal primario Carmelo Iacobello. L’obiettivo come un tutti gli altri Pronto soccorso della città è quello di evitare che persone con sindromi influenzali, che potrebbero anche nascondere un caso di coronavirus, finiscano in sala d’attesa accanto agli altri pazienti.

Intanto da due giorni al Policlinico sono state adottate nuove misure per contenere il virus. Tutti i pazienti che andranno in Pronto soccorso con sindromi influenzali e di raffreddamento verranno accolti da un addetto con pettorina «accoglienza» e trasferiti nella tenda del pre triage. Qualora il soggetto presenti sintomi sospetti allora verrà trasferito in una stanza isolata attigua alla tenda dove verrà fatta una prima anamnesi. Se dovesse servire una radiografia il personale la effettuerà col macchinario trasportabile. nell’eventualità di un maggiore approfondimento la direzione del Pronto soccorso ha attrezzato una sala di osservazione breve che servirà soltanto per questi generi di casi. L’obiettivo è evitare assolutamente che un soggetto a rischio possa circolare tranquillamente all’interno degli ambulatori del reparto, col rischio di infettare tutti gli altri pazienti e soprattutto quelli fragili ricoverati nella vicina terapia intensiva. In questa maniera si cercherà di contenere un possibile contagio che provocherebbe anche la paralisi del Pronto soccorso.

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