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Coronavirus, «Io siciliano al Nord vi spiego perché ho scelto di restare»

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Coronavirus, «Io siciliano al Nord vi spiego perché ho scelto di restare»

Di Redazione

Non tutti sono tornati al Sud. Qualcuno è rimasto e con grande dignità e senza enfasi si racconta. Parla al telefono recluso tra le quattro mura di casa Salvo Maccarrone, giarrese, da luglio responsabile a Torino di un cantiere per conto di Terna, società che si occupa di distribuzione di energia elettrica.

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«Dopo i primi sei mesi di lavoro mi è stato rinnovato l'accordo fino ad agosto. Ora tutto rischia di slittare, il cantiere è chiuso da tre giorni anche perché una delle ditte che lavorano qui doveva arrivare dalla zona rossa e tutto si è naturalmente arenato».

Maccarrone non ha scelto di rientrare in Sicilia: «In questi tre giorni di stop sono rimasto a casa, esco per fare la spesa e per comprare le sigarette. Cucino anche a costo di ingrassare perché mi dedico di più a curare i dettagli del pranzo invece di portarmi in cantiere una borsetta termica».

Oggi il professionista ci ha raccontato Torino: «Tutto è chiuso come in tutt'Italia. Fa una certa impressione. Anche la sarta a cui avevo portato un abito sta chiudendo, ma spero che prima possa sistemarmi quel che le ho consegnato. I bar? Tutti con le saracinesche abbassate».

Eppure, Maccarrone ha deciso di non rientrare: «Non sono tornato, spero che i lavori in cantiere riprendano presto. Vuol dire che quest'incubo è finito. Non ha senso viaggiare e mettere a rischio le persone e anche me stesso. Per ora sto qui».

Aggiunge, Salvo: «Mi mancano gli amici di sempre, la famiglia, il clima perché vedo le foto del mare di Fondachello e di Torre Archirafi illuminati dal sole, la mia attività teatrale con la Compagnia Jonica è ferma. Abbiamo giustamente sospeso le prove del prossimo spettacolo».

Non è mancata una piccola carrambata sotto la Mole: «Il gestore del chiosco accanto al Politecnico è di Piedimonte Etneo - racconta - si chiama Salvo Pace, si è trasferito qui da cinque anni. Ci facciamo coraggio a distanza... di un metro».

«La sera, dopo la cena che cosa faccio? Scorpacciate di film, sento gli amici sui social e anche i colleghi. Tutti lavorano da casa. Aspettiamo che faccia bel tempo non solo sul piano climatico».

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