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Coronavirus in Sicilia, «L'ex Cara di Mineo sia utilizzato come struttura per la quarantena»

Catania

Coronavirus in Sicilia, «L'ex Cara di Mineo sia utilizzato come struttura per la quarantena»

Di Redazione

CATANIA «Valutare se inserire il "Residence degli Aranci" che ospitava l’ex Cara di Mineo tra le strutture prese in considerazione dalla Protezione Civile per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare».

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E’ la richiesta avanzata in una lettera inviata al prefetto di Catania, Claudio Sammartino, dal presidente della Commissione Difesa della Camera, il calatino M5S Gianluca Rizzo.

«Il recente Decreto del dal Consiglio dei Ministri il #CuraItalia - ricorda Rizzo - prevede, tra le altre cose, la possibilità per il Capo Dipartimento della Protezione Civile, nonché per il Prefetto, di provvedere alla requisizione in uso di strutture alberghiere, ovvero di altri immobili aventi analoghe caratteristiche di idoneità da destinare alla sorveglianza sanitaria per fronteggiare l’emergenza determinata dal diffondersi del Covid-19. La Sicilia si deve preparare per tempo - afferma Rizzo - perché l’attuale struttura sanitaria regionale siciliana, non è in grado di reggere un picco di contagi come quello a cui assistiamo nel Nord Italia. L’ex Cara di Mineo con oltre 6000 mq di edifici polifunzionali e 404 unità immobiliari destinate ad unità residenziali individuali al momento giace inutilizzato e potrebbe rappresentare una soluzione per fronteggiare l’emergenza nella provincia di Catania e non solo. Ho anche chiesto al prefetto Claudio Sammartino - prosegue Rizzo - ed estendo a tutti i prefetti siciliani tale invito, di valutare la possibilità di utilizzare i militari dell’Operazione Strade Sicure per potenziare il controllo del territorio a sostegno della pubblica sicurezza e per il rispetto delle indicazioni fornite dal Governo secondo quanto già indicato dalla ministro dell’Interno che attribuisce ai militari in servizio la qualifica di agente di pubblica sicurezza. Invito inoltre - conclude Rizzo - tutti i prefetti siciliani ad indicare ulteriori strutture presenti nel territorio che possano essere usate per l’emergenza, quali il dipartimento medico militare di medicina legale di Messina o l'ospedale militare di Palermo». 

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