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Catania, in Neurologia al Cannizzaro salgono a 18 i contagiati

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Catania, in Neurologia al Cannizzaro salgono a 18 i contagiati

Di Giuseppe Bonaccorsi

CATANIA - Sono almeno 18 i contagiati dal coronavirus alla Neurologia del Cannizzaro. Ieri dopo le indiscrezioni sull’aumento dei malati, causato dal cosiddetto «paziente 0» ricoverato il 18 marzo nel reparto, la direzione dell’azienda ha emesso un nuovo comunicato per comunicare nel dettaglio qual è la situazione attuale. «Nell’ambito delle misure di contenimento del contagio da Covid-19 nell’Unità Operativa di Neurologia, nel rispetto delle disposizioni ministeriali e dell’ordinanza del presidente della Regione n. 7 del 20 marzo - si legge nel comunicato emesso - l’azienda Cannizzaro ha sottoposto a screening l’intero personale del reparto e a ulteriori tamponi i pazienti risultati negativi al primo test».

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«Dopo il ciclo di sorveglianza sul personale esposto - prosegue la nota - effettuato a seguito del primo caso di positività riscontrato, in questi giorni sono stati eseguiti ulteriori tamponi rinofaringei su 36 operatori, per complessivi 18 infettati. I sottoposti ai tamponi sono 10 medici, 18 infermieri, 1 tecnico, 1 operatore socio-sanitario, 1 coordinatore infermieristico, 5 ausiliari. Sono risultati positivi 3 infermieri, 1 medico e un ausiliario: solo uno è ricoverato, gli altri sono seguiti a domicilio e si trovano in buone condizioni»

Quindi la direzione ha fatto il punto nel comunicato anche sui pazienti risultati positivi. «Tra i pazienti, tutti i 12 ricoverati risultati negativi al primo esame sono stati sottoposti a secondo e alcuni anche a un terzo tampone, in un’ottica di sorveglianza efficace anche nell’eventualità di ritardo di manifestazione della malattia. Si rileva, a tal proposito, che due pazienti sono risultati positivi soltanto al terzo tampone, dopo due tamponi con esito negativo a distanza di giorni l’uno dall’altro. All’esito dei test, 6 pazienti positivizzati sono stati trasferiti in Malattie Infettive, gli altri sei pazienti negativi sono stati dimessi o trasferiti con il supporto di consulenza infettivologica e secondo procedure di dimissioni protette, per il prosieguo delle cure neurologiche.

È stata, infine, eseguita ulteriore e ripetuta attività di sanificazione dei locali del reparto di Neurologia e Stroke Unit, al fine di garantirne l’ottimale funzionamento del reparto».

In totale quindi risultano contagiati a Neurologia 13 pazienti più cinque operatori per complessive 18 persone. E questo perché alla scoperta della positività del paziente “0” erano successivamente già risultati positivi sei pazienti e una infermiera. Insomma quell’accesso del paziente con encefalite in reparto ha creato un bubbone che alla fine è esploso, ma in verità, è davvero difficile e ingestibile prevedere casi del genere e tra l’altro non è possibile individuare davanti a casi gravi qual è il confine tra assistenza e non assistenza. Certo in questa vicenda fa un po’ specie constatare attraverso i passaggi spiegati dal precedente comunicato del Cannizzaro come si sono svolte le procedure di tampone e sopratutto quanto tempo s è atteso per avere il risultato di questi referti. E questo perché il cannizzaro scrive appena due giorni fa che i tamponi sono stati «avviati sin dal 21....». E che «appena acquisiti i risultati di domenica 29 è stata avviata la sanificazione dei locali».

Secondo quello che scrive il Cannizzaro nella nota pubblicata mercoledì 1 aprile per i tamponi effettuati il 21 e per quelli probabilmente successivi si è dovuto attendere sino al 29. Ci chiediamo se tutto questo tempo - nonostante le doverose accortezze adottate in reparto e la conseguente anamnesi effettuata sui pazienti - non abbiamo ritardato il trasferimento dei pazienti infetti nel reparto di Malattie infettive che è ovvio non potevano finire a «malattie infettive se non dietro conferma di tampone positivo.

Anziana contagiata proveniente da una casa di riposo. Ieri in un pronto soccorso della città, riservato ai Covid è stata ricoverata una anziana donna risultata positiva. La donna è risultata domiciliata in una casa di riposo e per questo sarebbe stato contattato il servizio epidemiologico della città per i provvedimenti del caso. Il nodo della tutela dei soggetti ospitati nelle case di riposo è uno dei temi più sensibili di questa lotta al coronavirus che si combatte e si vince in particolare sul territorio a tutrla soprattutto delle fasce più deboli. Già a San Giovanni La punta ci sono stati in una casa di riposo altri casi di persone contagiate, scoperte attraverso il tampone post mortem a un paziente che era deceduto.

Il piano ospedaliero per l’emergenza Covid. Secondo il piano ospedaliero stilato dalla Regione, Catania avrà complessivamente 833 posti letto, ma i dati più interessanti riguardano le terapie intensive per complessivi 128 posti letto, così suddivisi: al Garibadi 21 posti, al San Marco 14, al Policlinico Rodolico 14, 7 al Cannizzaro, 4 all’Humanitas, 8 rispettivamente negli ospedali di Acireale, Biancavilla e Caltagirone, per complessivi 84 posti. Il secondo step prevede 16 posti al San Marco, due al Cannizzaro, 16 in un privato accreditato, 21 all’Humanitas e 2 al Gravina di Caltagirone per un totale aggiuntivo di 57 posti di terapia intensiva che portano il totale a 128. In totale i posti letto ordinari saranno 820.

Il reparto di malattie infettive del San Marco che ha al momento 24 posti si avvarrà di altri 14 posti per complessivi 40 posti letto.

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