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Catania, sventato furto in una gioielleria del centro: due arresti

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Catania, sventato furto in una gioielleria del centro: due arresti

Di Redazione

CATANIA La Polizia di Stato ha arrestato i pluripregiudicati Fabio Pappalardo, 37 anni, e Giovanni Quattrocchi, 48 anni, per tentato furto aggravato, in concorso tra loro, ai danni di una gioielleria del centro di Catania .

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Nella serata del 17 aprile, dopo una segnalazione al numero unico di emergenza sulla presenza di persone sospette vicino a una gioielleria del centro cittadino, personale della Squadra Mobile ha avviato immediate indagini  e attraverso l’analisi delle immagini del sistema di video sorveglianza di cui è dotata la gioielleria, hanno appurato la presenza di due soggetti, che, travisati tramite le mascherine chirurgiche e muniti di guanti in lattice, utilizzati a causa della pandemia, erano intenti ad armeggiare la serratura della porta d’ingresso della gioielleria. I due malviventi, verosimilmente disturbati dalla presenza di altri condomini, hanno desistito dal loro proposito criminoso.

Ma la sera dopo ci hanno riprovato, solo che stavolta i  poliziotti della Squadra Mobile avevano predisposto un appostamento e e l’attività di osservazione del personale della Squadra Mobile ha consentito di riconoscere i due individui in coloro che la sera precedente avevano tentato il furto, coperti dalle mascherine. 

Temendo che potessero essere armati, gli agenti hanno bloccato il Pappalardo dinanzi l’ingresso della gioielleria, e contemporaneamente un’altra pattuglia ha fermato il Quattrocchi che era rimasto dentro l’auto per fare da "palo".

I due sono stati perquisiti, così come la loro auto  e sono stati trovati in possesso di diverse chiavi di cui non hanno saputo dare alcuna spiegazione, che sono state sequestrate. Espletate le formalità di rito, i due sono stati arrestati e ora sono in carcere a disposizione dell'autorità giudiziaria. Ne corso di ulteriori accertamenti effettuati, anche presso le abitazioni dei pregiudicati, è stato  rinvenuto, occultato nel vano ascensore dello stabile ove dimora uno dei due, un fucile a canne mozze che è stato sequestrato a carico d’ignoti.

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