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Coronavirus, Salvo Pogliese e la Fase 2: «Ecco come riaprirò la Catania»

Catania

Coronavirus, Salvo Pogliese e la Fase 2: «Ecco come riaprirò Catania»

Di Giuseppe Bonaccorsi

La ripartenza è ormai dietro l’angolo. E le città si preparano. Anche Catania scende in campo col sindaco Pogliese che ha tra l’altro reso noto che sono già 4000 i pacchi spesa consegnati. Ma oltre all’assistenza di persone bisognose c’è da affrontare l’organizzazione della fase due per molti settori. Per questo da giorni il primo cittadino ha avviato una serie di incontri con sindacati e associazioni di categoria. Lo abbiamo sentito.

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Sindaco il 4 maggio è ormai dietro l’angolo. Avete una idea di massima di come riaprire la città?

«Siamo in attesa di conoscere ufficialmente dal governo l’elenco di attività che potranno riaprire. Ieri durante l’incontro in videoconferenza dei sindaci metropolitani è già emerso un elenco di attività che possono riaprire e stiamo già lavorando.

Ad esempio i mercati storici come verranno disciplinati?

«Nel Dcpm vigente i mercati all’aperto potrebbero essere operativi solo nel caso in cui siano recintati. Ora proprio per riaprire i mercati storici di piazza Carlo Alberto e della pescheria ho chiesto ad alcuni imprenditori di potere ottenere le transenne per circoscrivere il perimetro. E devo dire che quasi immediatamente un operatore del luogo a titolo gratuito ci ha concesso le transenne e ora provvederemo a ridipingere gli stalli col rispetto delle distanze e a dare il via libera».

Si era pensato di trasferire temporaneamente la Fiera a piazza Spedini.

«Sì era una opzione. Ieri mi sono incontrato con la commissione che si occupa dei mercati all’aperto, ma i sindacati hanno bocciato questa proposta. A questo punto provvederemo alla riapertura della Fiera nella sede storica con le norme stringenti e il rispetto delle distanze. Ovviamente è chiaro che anche da parte degli operatori dovranno essere osservate le regole. In base alla norma va chiarito che saranno abilitati alla riapertura solo gli operatori di ortofrutta e alimentari. Nessuna bancarella di abbigliamento sarà consentita in questo primo momento».

Come garantirete il rispetto della sicurezza?

«Attraverso un controllo capillare dei varchi. Aggiungo che sto per firmare una ordinanza che imporrà le mascherine a tutti i clienti che si recheranno nei mercati».

In un secondo tempo riapriranno anche i bar e i ristoranti. Ma visto che questi esercizi dovranno drasticamente ridurre i tavoli all’esterno avete intenzione di rivedere la tassa sul suolo pubblico?

«Ho già avuto un incontro con gli operatori Fipe e ho detto loro che è ragionevole pensare che se i tavolini saranno dimezzati allora è possibile prevedere un pagamento della tassa al 50%. Stiamo affrontando il tema e visto la fase emergenziale mi sto confrontando con i dirigenti».

Uno dei punti riguarda i fondi per i servizi. Lo Stato garantirà gli ammanchi che non saranno poca cosa?

«Il governo ha garantito alle città l’invio di 3 miliardi per le spese e i servizi, in particolare per quelli importanti come la Tari (la tassa rifiuti). Noi ovviamente abbiamo chiesto molto di più, ma al momento l’orientamento emerso da Roma è questo... Va aggiunto che la Regione sul tema del sostegno alle amministrazioni comunali ha stanziato 200 milioni di euro».

La vostra previsione indica anche un minore gettito dalla Tari, che è già falcidiata dall’evasione?

«Assolutamente sì! Quest’anno incasseremo molto meno di tassa rifiuti, Irpef comunale, tassa suolo pubblico e anche dal trasporto pubblico. Tutti gli introiti comunali subiranno perdite. Per questo lo Stato deve compensare. Mi auguro che gli stanziamenti aumentino perché i Comuni stanno vivendo la seconda fase emergenziale».

Lei ieri ha incontrato anche il sindacato dei balneari...

«Anche questo è un fronte delicato. Gli operatori hanno posto alcuni problemi e anche per loro è ragionevole pensare un dimezzamento delle tasse...».

Lei è la massima autorità sanitaria della città. Ha intenzione di chiedere un tavolo tecnico permanente con le altre autorità sanitarie e istituzionali della città per gestire la fase 2?

«C’è un coordinamento in atto e l’Asp ogni giorno ci fornisce il numero dei tamponi e dei contagiati in città. C’è un perenne contatto anche col prefetto e con l’assessore regionale alla Salute, Razza. Sotto questo aspetto c’è grande sinergia tra istituzioni per prendere la decisione più giusta che la situazione necessita. C’è stato, purtroppo, un ritardo molto cospicuo soprattutto per quanto riguarda chi è tornato dal nord e si è messo in quarantena. Ora però la situazione è migliorata e di tamponi se ne stanno facendo 400 al giorno».

Il sindaco infine ha ringraziato nuovamente i cittadini che hanno aderito all’iniziativa solidale «Catania aiuta Catania». Si avvicina infatti ai 380 mila euro la raccolta fondi alla quale hanno già partecipato oltre 1500 persone, realizzata col sistema congiunto del crowdfunding https://www.gofundme.com/f/catania-aiuta-catania e del bonifico IBAN IT43D0200816917000105890235 Causale: Catania salva Catania, intestato a Comune di Catania. La sottoscrizione rimarrà ancora aperta.

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