Notizie locali
Pubblicità
Sondaggi, «Pogliese è gradito solo a un catanese su due»

Catania

Sondaggi, «Pogliese è gradito solo a un catanese su due»

Di Gianluca Reale

Catania - Salvo Pogliese si troverebbe al 13° e penultimo posto della classifica sul gradimento da parte dei cittadini residenti nella città metropolitana. Il consenso che riscuoterebbe oggi sarebbe al 49,3%. Se comparato con la percentuale di voti con cui fu eletto a giugno 2018, 52,9%, in questi due anni avrebbe lasciato per strada il 3,6% dei consensi dei catanesi. E’ questo quanto risulta dal sondaggio sul gradimento di sindaci delle città metropolitane, realizzato da Roberto Baldassari, direttore generale di Lab21 e docente di Strategie delle ricerche di opinione e di mercato all’università degli studi RomaTre. Il sondaggio è stato commissionato e pubblicato dal giornale online Affaritaliani.it e ripreso dalla testa on line Sikelian, diretta da Giovanni Iozzia, ex portavoce di Enzo Bianco.

Pubblicità

Dietro Pogliese, nella “classifica” del sondaggio si piazza solo la sindaca di Torino, Chiara Appendino. Prima del sindaco di Catania, invece, ci sono i “colleghi” siciliani. Leoluca Orlando, il sindaco di Palermo, sarebbe al quarto posto, con il 53,4% di consenso; al 12°, appena una spanna sopra Pogliese, si trova cateno De Luca, il sindaco di Messina, con il 51,1% di cittadini che ne gradiscono l’operato. Insomma, solo Pogliese e Appendino farebbero registrare un consenso inferiore, anche se un filo, al 50%. Per la cronaca, in testa alla classifica c’è il sindaco di Genova marco Bucci, con il 55,8% dei “suoi” cittadini che ne gradiscono l’operato. Al terzo posto il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris (53,8%), al sesto posto la sindaca di Roma Virginia Raggi (53,2%) alla pari con il sindaco di Milano, Giuseppe Sala (53,2%). A seguire il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, l’associazione nazionale comuni italiani, Antonio Decaro (52,3%)

Un “giochino” da prendere con le molle questo sondaggio? Come previsto dalla normativa, infatti, la scheda metodologica indica che l’audience su cui è stata condotta la ricerca è basata soltanto su 732 interviste telefoniche – realizzate tra il 29 maggio e il 2 giugno - tra i residenti di tutte le città metropolitane. Questo il campione, piuttosto risicato se consideriamo la popolazione globale delle città metropolitane coinvolte, che complessivamente supera i 10 milioni di abitanti. Eppure la nota metodologica dice che si tratta di un campione «rappresentativo della popolazione italiana adulta, stratificato, per genere di età, ampiezza centri, città metropolitane, professioni, livello di istruzione». Un campione valido o troppo risicato? «A una prima impressione – commenta Benedetto Torrisi, professore di Statistica Economica all’Università di Catania – 732 interviste mi sembrano un po’ poche per avere un campione davvero rappresentativo della popolazione, ma non voglio dare giudizi affrettati, bisogna approfondire la metodologia del sondaggio per poter parlare con cognizione di causa».

Cauto nel giudizio anche Salvatore Ingrassia, professore di Statistica all'Università di Catania: «Non c'è il tempo di approfondire, quindi difficile dare un giudizio. Un sondaggio può anche essere ben fatto con un campione numericamente limitato, ma in questo caso, le brevi note metodologiche sulla definizione del campione, possono fare ipotizzare il numero di interviste realizzate sul territorio e, forse, sarebbe stato più utile dare una forchetta piuttosto che una media». In merito al “sondaggio” il sindaco Salvo Pogliese ha dichiarato: «Il numero infinitesimale di persone contattate e la scarsa fondatezza statistica, rendono questa classifica lontanissima dalla realtà, forse adatta per il pianeta Marte o il pianeta Giove e non per chi vive a Catania: insomma, una fake news. Ricordo nitidamente un sondaggio pubblicato poco prima delle campagna elettorale poi smentito clamorosamente dai fatti, visto che i risultati delle urne decretarono un numero cinque volte tanto a quello che mi veniva attribuito. Al chiacchiericcio marziano, pertanto, preferisco i fatti e il lavoro per risollevare le sorti di una città che ho trovato in dissesto, ripiegata su se stessa e ora provata dal Covid-19».

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA