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Fase3, a Catania rinviata apertura delle arene e monta la protesta

Catania

Fase3, a Catania rinviata apertura delle arene e monta la protesta

Di Pinella Leocata

Catania - Dopo tanta attesa, quando sembrava che il giorno della riapertura fosse arrivato, ecco la doccia fredda. Le arene di città rimangono sbarrate perché la commissione di vigilanza che avrebbe dovuto fare un sopralluogo di verifica non ha avuto modo di farlo. E dire che è un’attività di routine, una pratica normale e propedeutica all’apertura di ogni attività stagionale. Si fa così sia per i lidi che per le arene. Evidentemente il sovrapporsi nello stesso periodo della riapertura di tante attività ha creato dei problemi, sebbene, almeno in base al decreto, le arene avrebbero potuto riaprire già dal 9 giugno.

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Tant’è. Le arene rimangono ancora chiuse in una città dove la maggior parte dei cinema non riaprirà per gli ostacoli oggettivi frapposti dalla normativa antiCovid che rende difficile e antieconomica la gestione delle sale. Ma, almeno all’aperto, sembrava che le cose potessero andare meglio, nonostante le limitazioni imposte anche alle arene, dove il pubblico dovrà entrare con la mascherina e prendere posto secondo una disposizione che prevede che ogni spettatore - o nucleo familiare di spettatori - abbia due posti vuoti ai lati, uno davanti e un altro dietro. Un distanziamento fisico che dimezza i posti in sala. E il numero dei possibili spettatori sarà ulteriormente ridotto dal fatto che i gestori hanno previsto un solo spettacolo per evitare i costi e i tempi della sanificazione.

Ai gestori delle arene è stato comunicato che la commissione di vigilanza si terrà venerdì prossimo, ma questo non significa che potremo andare all’arena il fine settimana perché, come lamentano i gestori, «i film non si trovano con la stessa facilità dei panini» e perché bisogna organizzarsi e dare notizia della riapertura alla cittadinanza. Di qui la protesta contro la lentezza della burocrazia che danneggia ulteriormente un settore già pesantemente provato dalla chiusura imposta dalla pandemia.

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