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Catania, aumentano i casi di Covid: verso un Ferragosto blindato e senza falò?

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Catania, aumentano i casi di Covid: verso un Ferragosto blindato e senza falò?

Di Redazione

CATANIA - La domanda sorge spontanea: se è stato deciso, dopo una intesa tra la Prefettura e il comitato festeggiamenti, che la festa estiva di S. Agata sarebbe stata in streaming per via dell’emergenza Covid, come mai nessuno ha ancora pensato a come disciplinare le tradizionali giornate di Ferragosto. Ed ecco che ieri mattina l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza ha inviato un segnale preciso spiegando che sono allo studio alcune forme di contenimento. Ancora non è possibile dire quali saranno, ma le dichiarazioni del presidente Musumeci che ha avvisato i siciliani che il lor atteggiamento non va la dicono tutta sulle misure che potrebbero essere adottate. Nell'ultima ordinanza non ci sono misure per gli eventi all'aperto, ma non si escludono ulteriori provvedimenti dell'ultim'ora.

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Ad esempio potrebbero esserci delle limitazioni ai tradizionali falò di Ferragosto quando migliaia di giovani si riversano sulle nostre spiagge per trascorrere una nottata in compagnia. Ecco uno dei provvedimenti potrebbe riguardare proprio la tradizionale festa notturna, peraltro vietata dalle ordinanze sindacali.

Ma non è solo questo il fronte da attenzionare. I componenti dello staff Asp anti covid, alle dirette dipendenze del commissario regionale Pino Liberti sono preoccupati per quello che da qui a qualche settimana potrebbe presentarsi qualora dovessero aumentare i casi di positivi tra i giovani dopo che un diciassettenne si è presentato al pronto soccorso del Policlinico ed è risultato positivo, spiegando che qualche giorno prima aveva partecipato a una festa all’Afrobar della Plaia. Una festa con oltre mille giovani. Il nodo è come fare e certamente qui non ci sono al momento colpe specifiche, non ce l’hanno i gestori che fanno quei controlli e non ce l’hanno neanche i giovani che vanno a ballare e che certamente non possono farlo col metro in mano e con la mascherina addosso. Ecco perché non sono escluse a breve decisioni della Regione su questi fronti.

Intanto i positivi in provincia di Catania continuano ad aumentare. Oggi sono state segnalate alla Regione altre nove infezioni dopo le dieci del giorno prima. Quello che rassicura sono comunque i dati che arrivano dall’unico ospedale che ricovera ancora soggetti Covid e cioè il San Marco. I pazienti in Malattie infettive sono venti, mentre due sono i soggetti intubati in terapia intensiva. Quello che appare chiaro è la mancata corrispondenza tra aumento di positivi e ricoveri in ospedale, nulla a che vedere col picco di marzo-aprile, quando una consistente parte di quei soggetti che arrivavano in ospedale finivano dopo qualche giorno in rianimazione.

Ora invece i soggetti sono prevalentemente asintomatici o con sintomi blandi, ma sono quasi tutti giovani, e quindi appartenenti a quella fascia di popolazione che risponde meglio alle sollecitazioni del virus. Solo i virologi potranno dire se l’indice di infettività di questi ragazzi è ancora consistente o no. Ma in attesa di notizie certe è sempre bene tenere alta la guardia, cosa che i catanesi non fanno affatto.

E allora in questa situazione si muovono anche le Prefetture. Si vocifera che quella catanese ha inviato nei giorni scorsi al team Covid dell’Asp una nota forse per capire come adottare misure di contenimento per queste giornate ferragostane. E sembra che dal team Covid sia arrivata una risposta, quella di controllare maggiormente la movida e proprio le notti a cavallo della festa dell'estate.

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