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Covid, la pressione sugli ospedali catanesi: «Il tappo sta saltando!»

Catania

Covid, la pressione sugli ospedali catanesi: «Il tappo sta saltando!»

Di Giuseppe Bonaccorsi

CATANIA - «Il tappo sta saltando». Un medico esce dal pronto soccorso e allarga le braccia... Sono appena arrivati in reparto i pazienti della casa di riposo di Mirabella Imbaccari e il pronto soccorso è a un passo dall’andare in tilt. Il problema più pressante è come trovare un posto letto idoneo a questi pazienti fragili, tutti anziani. In totale il Covid team dell’Asp, diretto dal dott. Liberti ha inviato tempestivamente negli ospedali catanesi e in quello di Acireale complessivamente 25 pazienti che non potevano più stare nella casa di riposo di Mirabella. La disposizione è stata necessaria perché medici delle Usca che si sono recati nella struttura hanno trovato numerosi anziani in condizioni serie e quindi era necessario intervenire perché tra l’altro non c’era ossigeno e non c’erano infermieri per poter fare la terapia. Sembra che prima dell’arrivo dei medici Asp all’interno della casa riposo ci sia stato anche un decesso.

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A questo punto ieri mattina presto è scattata la macchina dei soccorsi e con ambulanze del 118 e della Cri in 25 sono stati trasportati a Catania. All’interno della struttura sono rimasti 18 pazienti che il Covid team intende trasferire in altre strutture nelle prossime ore. Otto alla ex clinica Basile di Catania e i rimanenti nella rsa di Grammichele messa a disposizione per accogliere malati Covid non gravi.

L’arrivo di prima mattina di decine di ambulanze ha - come detto - mandato in tilt l’assistenza di alcuni pronto soccorso. Ieri ancora nel pomeriggio al ps del Policlinico c’erano 13 pazienti Covid in attesa di un posto letto. Tutti erano stati collocati temporaneamente nella stanza Covid riservata. In tarda sera è arrivato anche un altro paziente Covid da Belpasso, tra l’altro in condizioni molto serie e sembra che già in serata sia stato intubato in uno dei pochissimi posti letto ancora disponibili nelle terapie intensive dell’intera provincia. Al Policlinico sarebbero arrivati 6 pazienti, mentre 5 al Garibaldi, dove al pronto soccorso sono stati riservati 16 posti dell’area critica per pazienti Covid.

Sempre al Garibaldi sono stati attivati altri 10 posti letto di degenza ordinaria nell’ex reparto di Ortopedia e al momento il Garibaldi ha attivato complessivamente 60 posti letto al presidio Centro (30 alla palazzina Signorelli e 30 in Ortopedia), 40 nel reparto di Malattie infettive del prof. Cacopardo, al presidio Nesima e 18-19 posti in terapia intensiva oltre a 16 posti temporanei nell’area critica. Stiamo parlando di quasi 140 posti tutti pieni.

Al Cannizzaro sono arrivati 5 anziani da Mirabella, tutti di età compresa tra 88 a 100 anni. Quindi soggetti molto fragili. Sino a tarda sera anche al pronto soccorso del Cannizzaro c’erano ancora pazienti Covid in attesa di ricovero. Il Cannizzaro ha attivato 65 posti che sono già tutti pieni ed entro la settimana dovrebbe aprirne altri 20. Si vocifera che la direzione generale potrebbe aprire anche i 9 posti della terapia intensiva in camera stagna.

Insomma dall’andamento dell’epidemia si evince che man mano che passano i giorni più si moltiplicano i pazienti bisognosi di cure ospedaliere e i posti letto non bastano più. Per questo è necessario al più presto una decisione ad ampio spettro che preveda da subito l’attivazione dell’ospedale di Acireale per riservarlo al Covid, come sarebbe stato senz’altro di aiuto l’apertura di un pronto soccorso al San Marco, magari riservandolo solo a pazienti Covid, per evitare questa gestione parallela che costringe i pronto soccorso a ritrovarsi con pazienti Covid e non col rischio di amplificare la pandemia.

L’arrivo di questi pazienti ha causato problemi anche all’ospedale di Acireale dove il Covid Team ha disposto il trasferimenti di 10 anziani. Sino a ieri sera non era stato ultimato il cosiddetto “sbarellamento” di tutti i pazienti.

In merito al focolaio di Mirabella Imbaccari ieri c’è stato un difetto di comunicazione tra il Covid team Asp e i medici di famiglia del paese del Calatino. Il commissario Asp Liberti parlando ieri con la stampa ha detto che «non si potevano lasciare gli anziani in struttura senza assistenza medica». «Non volevo certo alludere che i medici di famiglia non avessero fatto l’assistenza medica di questi pazienti. Ho soltanto voluto dire che in presenza di Covid nessun medico di famiglia era abilitato ad entrare in struttura. Quindi, nessun medico ha abbandonato questi pazienti, solo che al momento in cui questi sono diventati positivi la palla non poteva che passare in mano al Covid team. Tutto qui».

Infine il commissario a una precisa domanda su cosa ne pensi della possibilità che nel nuovo Dpcm il governo chiuda tutto ha risposto: «Magari...»

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