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Catania, pusher con telecamera anti-controlli: arrestato a San Giorgio

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Catania, pusher con telecamera anti-controlli: arrestato a San Giorgio

Di Redazione

Catania - I Carabinieri della “Squadra Lupi” del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale hanno arrestato un catanese di 38 anni, per detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. I Lupi ieri sera, in via Del Papiro, nel quartiere catanese di San Giorgio, avevano notato un costante afflusso di persone le quali, dopo aver suonato ed avere avuto accesso all’abitazione individuata al civico 31, ne uscivano poco dopo allontanandosi dalla zona. Ad un certo punto l’afflusso si è interrotto improvvisamente, cosa che ha fatto ritenere ai militari di essere stati scoperti. Per tale motivo si è deciso di far visita al presunto spacciatore che, pur udendo più volte i carabinieri bussare alla porta, non ha inteso, per ovvie ragioni, farli entrare.

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Allora i militari hanno pensato bene di fingere di allontanarsi dal luogo non prima però di avergli spostato la telecamera, quella che puntava sul portone d’ingresso, attivata proprio per proteggersi dalle sgradite visite delle forze dell’ordine, celata dal 38enne all’interno di un mattone forato. L’escamotage, in effetti, ha sortito l’esito voluto in quanto, dopo circa una mezz’oretta, l’uomo è sceso in strada per riposizionare la telecamera.

Bloccato e identificato, è stato fatto rientrare nell’abitazione dove i carabinieri, previa perquisizione, eseguita dopo che il soggetto non ha aderito alla richiesta di consegnare spontaneamente quanto di illecito nascosto, hanno rinvenuto e sequestrato: all’interno di un borsello in similpelle posto sopra il frigorifero la somma contante di euro 3.970 euro, suddivisa in banconote di diverso taglio, nonché un involucro di cellophane racchiudente 11 grammi di cocaina in pietra, sostanza occultata all’interno di una custodia contenente all’origine uno smartphone.

Durante l’operazione sono stati numerosi i clienti che si sono avvicendati al citofono dello spacciatore ma che, alla domanda gentilmente formulata dal carabiniere circa il motivo della loro presenza in quel luogo, hanno addotto le scuse più disparate.

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