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Catania, l'impietosa analisi della Cgil: «Una città che paga problemi mai risolti»

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Catania, l'impietosa analisi della Cgil: «Una città che paga problemi mai risolti»

Di Redazione

CATANIA - Catania è un città economicamente e socialmente in difficoltà per molte ragioni e tra queste c'è anche il susseguirsi di crisi mai risolte dal 2008 ad oggi, compresa quella del dissesto comunale. E’ l’analisi sulla città emersa dall’assemblea generale dalla Cgil tenutasi on line in presenza del segretario nazionale Maurizio Landini, e della segretaria confederale della Sicilia, Monica Genovese.

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Secondo il sindacato la ripresa, tenendo conto anche delle gravi conseguenze della pandemia, può scattare solo se la politica abbandonerà la retorica e le istituzioni annulleranno gli egoismi e la paura del confronto, a favore di legalità e sviluppo. E sui rapporti tra chi governa e i sindacati, la visione della Camera del lavoro etnea è piuttosto chiara: "laddove non c'è confronto con il sindacato è raro che ci siano risultati concreti».

Per Monica Genovese, è inevitabile far coincidere «il concetto di «buona vita» con quello di «lavoro di qualità». «La pandemia - ha osservato - ha evidenziato le nuove povertà e ha svelato perché il modello capitalistico non fosse da tempo quello giusto. Al mercato del lavoro servono tutele per tutti e a proposito di questo è necessario che si preparino adesso risposte per il dopo 31 marzo».

Giacomo Rota ha sottolineato la necessità che al centro della visione economica ci sia «la persona, la salute, la sicurezza dei luoghi di lavoro, un territorio che non è da saccheggiare, l'ambiente da tutelare, e tutto questo senza mai smettere di dare battaglia alla precarietà». Per Rota, lo Stato «non può essere solo un regolatore del traffico economico ma deve mettere in campo una vera e propria agenzia di sviluppo. Le donne e i giovani devono essere protagonisti». 

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