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Catania

A Catania non si trovano bagnini? «Perché siamo trattati da schiavi»

Di Carmen Greco

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CATANIA. Quello che l’ha fatto arrabbiare di brutto è stata la dichiarazione in un servizio su un tg regionale del gestore di uno stabilimento balneare catanese che lamentava la difficoltà a reperire bagnini per la stagione estiva 2021 con la motivazione che con il reddito di cittadinanza «nessuno vuole più lavorare».

A quel punto Giuseppe (nome di fantasia), catanese, assistente bagnante professionista, ha deciso di raccontare perché. Ma veramente. E davanti al caffè di un bar all’aperto ha messo sul tavolo due esempi di busta paga, una rilasciatagli da uno stabilimento balneare sulla costa veneziana dove ha lavorato fino all’anno scorso, l’altra di uno catanese alla Plaja. La prima di 1.615 euro (al netto), l’altra di 500 euro (cifra sempre al netto cui aggiungere altri 300 euro “in nero”).
Basterebbe questo confronto a spiegare il problema del “reperimento bagnini” che sta mettendo in crisi la qualità dei servizi dei balneari catanesi.

«Qui l’assistente bagnante è considerato uno schiavo factotum - attacca Giuseppe, in questi giorni alle prese con i colloqui di lavoro - perché viene visto come uno che se ne sta seduto tutto il giorno sulla torretta a guardare il mare ma non è così. Io ho il corso Blsd (il primo soccorso con il defibrillatore ndr) anche se a Catania le strutture non sono obbligate ad averne uno. Se invece di sorvegliare il mare ti ritrovi a fare altre mansioni che non sono di tua competenza e qualcuno si sente male in acqua, i gestori se la cavano con un verbale, il bagnino rischia un processo penale».

Quando ha iniziato a lavorare come assistente balneare?

«Sei anni fa, quando ho perso il lavoro sia alla Plaja che alla Scogliera dove facevo tutto tranne che il mio lavoro da professionista. Allora sono andato a lavorare sulle spiagge del Veneto. Lì sei un’autorità perché presti un pubblico servizio e sei affiancato dalla polizia locale che fa il pattugliamento della spiaggia e dalla capitaneria, cosa che qui non esiste. Qui i gestori sanno in anticipo quando ci saranno i controlli, c’è sempre un “amichetto” che li informa prima, in modo che per quel giorno sia tutto perfetto».

Cosa le hanno detto nei colloqui di lavoro che ha avuto?

«Qui funziona così non siamo al Nord, se ti sta bene ok, sennò quella è la porta... Mi dispiace dirlo ma è un sistema corrotto, anche alcuni rappresentanti delle Autorità di controllo chiudono un occhio in cambio di tesserini ed ingressi gratuiti nei ristoranti dei lidi».

Anche in quelli che si considerano vip?

«Soprattutto. Sono andato in strutture stellate dove all’assistente bagnante chiedono di indossare tre magliette, una come bagnino, l’altra come “staff”, l’altra come barista, a seconda delle mansioni che deve ricoprire nell’arco delle 12 ore al giorno di lavoro e lo stipendio è sempre quello».

Quanto?

«Quest’anno mi hanno detto che si sono messi tutti d’accordo per assumere a 1000 euro al mese (ovviamente in busta ci sarà la metà). In genere noi riceviamo solo le prime due buste paga, quelle di giugno e di luglio, le ultime due (agosto e settembre) nelle quali ci dovrebbe essere anche il Tfr te le promettono, ma non arriveranno mai e questo te lo dicono al momento del colloquio».

Qual è la giornata tipo di un assistente balneare a Catania?

«Alle 7.30 cominci a spazzare e pulire tutta la spiaggia, poi arrivano i primi clienti e devi essere pronto a correre con i lettini sotto braccio perché c’è anche chi lo vuole messo a riva, cosa vietata perché dovrebbe essere lasciato libero uno spazio di 5 metri sulla battigia per le eventuali emergenze. Poi, in una pausa pranzo di 15 minuti, mangi al volo un panino e torni a correre perché arrivano i clienti del pomeriggio. Dalle 17 alle 18 forse riesci a sederti, ma comunque devi pensare già a riporre i lettini».

Quanti assistenti balneari ci vorrebbero in un lido per garantire la sicurezza?

«L’ordinanza prevede un bagnino ogni 80 metri ma ci sono stabilimenti con 400 mt di battigia con 2/3 bagnini. Ora, mi chiedo, come possono tre bagnini con un contratto part time coprire, anche se sfruttati per 12 ore al giorno, tutto un mese?».

Con il covid come va?

«La situazione è peggiorata. La stessa postazione nell’arco della giornata l’affitti 2-3 volte e chiaramente la sanificazione non esiste, al limite fai credere che nello spruzzatore ci sia disinfettante, ma è solo acqua, i gestori spendono un euro in più a loro interessa solo fare più soldi possibili. Cercano un assistente bagnante solo perché obbligati dalla legge a loro serve solo la sua qualifica, non la sua professionalità».

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