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Catania

La protesta: «Giù le mani dalla nostra scuola»

Di Salvo Fichera

Catania - «Giù le mani dalla nostra scuola». E la scuola - promette l’amministrazione comunale - sarà messa a norma.

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E’ questa la sintesi del pomeriggio di protesta del personale dell’Istituto Comprensivo Diaz–Manzoni e dei genitori che si sono schierati a difesa della scuola e del plesso di Via Plebiscito 784 che potrebbe essere soppresso perché privo delle necessarie autorizzazioni. La struttura sul finire del 2013 fu dichiarata inagibile dopo un sopralluogo dei vigili del fuoco. Da allora, disinteresse, deroghe e promesse non mantenute da parte degli uffici comunali preposti hanno portato l’istituto sull’orlo del dimensionamento e della conseguente scomparsa dal panorama scolastico catanese. In ben tre anni non si è riusciti infatti a mettere a norma l’impianto elettrico, quello idrico e a istallare le scale previste dalla normativa antincendio. «Tre anni di accordi non mantenuti e pacche sulle spalle conditi da un ‘non preoccuparti’ o un ‘ci penseremo dopo’. E il “dopo” è adesso». E la protesta, cominciata in sordina, non si è mai fermata. Così il personale della scuola con le famiglie degli alunni dell’Istituto si sono radunati ieri, per dare vita a un corteo che è sfilato per le vie della città, per gridare a gran voce che l’edificio di via Plebiscito resti funzionante e che si blocchi il paventato decentramento dell’attività didattica in altre scuole lontane dall’edificio. Altra richiesta più volte avanzata: una data certa per l’inizio dei lavori di adeguamento, possibilmente entro il dicembre.

Sotto il plesso di via Plebiscito, ieri pomeriggio, c‘erano quasi tutti, genitori, alunni e insegnanti, a gridare slogan contro la chiusura della struttura. «Questa scuola è importante per i nostri figli - dice una mamma, la signora Agata Pappalardo - perché noi abitiamo in questo quartiere, qui hanno studiato i nostri nonni e i nostri genitori e desideriamo che anche i nostri figli proseguano gli studi in questo posto. Per questo diciamo: giù le mani dalla nostra scuola».

Il corteo ha percorso via Garofalo per arrivare in piazza Stesicoro. In via Etnea, all’altezza di via prefettura slogan urlati e cartelli sempre ben in vista. In uno striscione vi era scritto: «La Manzoni è un istituto storico e deve rimanere nel territorio», e ancora un altro pitturato in rosso: «Qui siamo cresciuti e qui vogliamo restare». E ancora a gran voce «Difendo la mia scuola».

Arrivati in piazza Duomo, una delegazione di insegnanti e genitori ha chiesto di parlare con un rappresentante dell’Amministrazione comunale. A riceverli è stata l’assessore Valentina Scialfa supportata dall’ing. Fabio Finocchiaro, dirigente delle Manutenzioni. Poi un lungo chiarimento e le rassicurazioni non si sono fatte attendere.

«E’ stato un incontro molto proficuo - ha commentato l’assessore Scialfa - ringrazio i prof. Leanza e Monzù e il sig Vasta per la loro collaborazione. Noi ribadiamo la nostra volontà di voler intervenire per ottenere la certificazione prevenzione incendi per la Diaz-Manzoni, così come per le altre scuole sfornite. Già è stato approvato il finanziamento per il ‘Patto per Catania dove questo intervento era previsto. Ricordo che quando mi sono insediata vi era solo una scuola provvista di certificato ora grazie all’amministrazione Bianco sono 20. La Diaz-Manzoni sarà una delle prime a usufruire del finanziamento e i ragazzi non hanno bisogno di spostarsi durante i lavori. Riteniamo - ha concluso - che le scuole nel centro storico rappresentino un presidio di comunità e legalità e per questo sosterremo le famiglie e il personale».

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