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"Sunday", fuga dall'inferno per la libertà

L'odissea di un migrante raccontata nel docufilm del giovane regista messinese Danilo Currò. La proiezione domani al Lux di Messina

"Sunday", fuga dall'inferno per la libertà

Fasasi Sunday lascia la sua “casa”, la Nigeria, perché non è più possibile per lui, come per tanti altri, restarci. Questo ragazzo, appena maggiorenne, si racconta alla camera con la sincerità e l’ingenuità di un ragazzino, ma con la consapevolezza di chi ha visto i suoi compagni morire in mare. Parla dei suoi sogni, delle sue sensazioni, delle sue idee sul viaggio, sul mare, ma anche della sua nostalgia dell’Africa. Questo e altro è “Sunday”, il docufilm ( Gabriele Muccino lo presenta nei titoli iniziali) che domani sera alle 21, al cinema Lux, verrà proiettato per la prima volta a Messina. È il regalo che il regista Danilo Currò ha voluto fare alla propria città. «Per me è una grande gioia poter presentare questo docufilm a Messina, dove in pratica ho iniziato le riprese di questo racconto della vita di Sunday». La macchina da presa lo segue negli ambienti della sua nuova vita in Italia. E fa conoscere i suoi nuovi compagni, di religioni diverse. Ma tutti con in testa un solo valore: “One people, one nation”. Questo è il salto emotivo che il docufilm griffato Currò tenta di fare: non siamo noi a scoprire la vita di un migrante, ma imparando da lui riscopriamo la nostra umanità. Ed è una scoperta bellissima.

«Ho conosciuto Sunday per caso - ci racconta il regista Currò - durante una delle uscite di gruppo che lui e gli altri ragazzi del Centro Ahmed erano soliti fare. Ho iniziato a frequentarlo, siamo diventati buoni amici e per un mese intero li ho seguiti durante i laboratori di musica e teatro organizzati per via di un progetto d’integrazione. Ho appreso pian piano la sua storia - aggiunge il giovane regista messinese - i suoi sogni, le sue paure e le sue ambizioni. E ho scoperto che in fondo eravamo tanto simili quanto straordinariamente diversi. Ho iniziato a pensare che in realtà avrei potuto raccontarla questa storia, la storia di un ragazzo appena maggiorenne che ha attraversato il deserto per poter trovare la libertà.

E così lui parla di tutto, instancabile, senza tralasciare nulla, senza paure lo fa davanti l’obiettivo della macchina da presa, rivolto allo spettatore. Non potevo mai pensare che io e Sunday saremmo diventati amici e che avrei raccontato di lui. A volte - ci dice Currò - rabbrividisco al pensiero che abbia avuto la forza per affrontare tutto ciò che gli si è presentato. Mi sento piccolo. Far conoscere alla gente cosa realmente pensano, di noi anche, è stato il motivo per cui ho voluto realizzare questo documentario. Raccontare la sua storia, semplicemente perché la gente deve sapere».

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