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Grande finale per il Festival Mediterraneo di Musica Sacra: un dialogo interreligioso tra sacralità e multiculturalismo

Organizzato a Catania da AreaSud con l’adesione dell’Arcidiocesi di Catania

Redazione La Sicilia

12 Maggio 2025, 17:50

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Si è conclusa con grande successo la prima edizione del Festival Mediterraneo di Musica Sacra, organizzato a Catania da AreaSud con l’adesione dell’Arcidiocesi di Catania, che ha visto le più suggestive chiese della città ospitare circa venti eventi in un dialogo interreligioso e in un interscambio culturale tra fede, arte e tradizioni.

Dalla Chiesa di San Domenico al Tempio della Chiesa Valdese, per arrivare, tra gli altri luoghi, nella piccola cappella di Sant’Anna, fino alle suggestioni barocche di San Benedetto, concerti, presentazioni di libri, workshop hanno fatto di Catania una città crocevia di culture, attrazione per ricercatori, studiosi e corali provenienti dalla Sicilia, dalla Calabria, da Roma e dalla Grecia.

Gran finale domenica 11 maggio presso la chiesa di San Domenico con l’esibizione del coro “Sine nomine” diretto da Simone lo Castro, del Coro dell’Università di Catania diretto da Giuseppe Sanfratello e da Paolo Cipolla e della Cappella Musicale del Duomo, diretta da Padre Francesco La Vecchia. All’evento presente anche mons. Vincenzo Branchina, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Catania.

L’evento, per una settimana, ha visto la partecipazione di artisti impegnati nella produzione e nella diffusione di repertori di musica sacra coltivati nel Mediterraneo e la valorizzazione di un dialogo tra artisti, studiosi e istituzioni, allo scopo di favorire un incontro volto a una più profonda comprensione di culture e fedi.

Un grande emozione vedere, durante alcuni concerti, i musicisti dell’Orchestra amatoriale Vincenzo Scontrino, suonare con strumenti realizzati dalla lavorazione del legno dei barconi dei migrantigiunti nella nostra Isola, grazie all’impegno della Cooperativa “Ro’ La Formichina”. L’evento ha avuto il piacere di ospitare l’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, che ha così commentato: “il Festival Mediterraneo di Musica sacra di Catania è un festival che deve crescere sempre più, relazionandosi con altre città del Mediterraneo. Io credo che la musica unisca, non si tratta di inventarla perché ogni cultura del Mediterraneo ha la sua identità e le sue espressioni musicali, si tratta semplicemente di trovare delle connessioni, di farle esprimere, di farle incontrare in quelle che sono le espressioni più vere dell’animo umano, della religiosità, dei valori e delle speranze”. 

Numerosa è stata la partecipazione ai due workshop organizzati, uno sulla musica bizantina, con Gerasimos Papadopoulos e uno sulla musica gregoriana, in collaborazione con “Sicilia gregoriana”, a conclusione dei quali i partecipanti si sono esibiti in due concerti.  

Per Giuseppe Sanfratello, coordinatore artistico dell’evento insieme a padre Francesco La Vecchia, “a Catania il Festival Mediterraneo di Musica Sacra ha proposto un’occasione per riflettere su un concetto di sacro trasversale, interconfessionale e transculturale che in questi giorni ha riunito voci, strumenti, immagini e simboli dell’esperienza spirituale di alcune culture del Mediterraneo che hanno trovato un fertile spazio per un dialogo che guarda al futuro”.

Il festival, in seguito a un percorso di formazione dello staff, ha ottenuto la certificazione di Eco Certified Event. Ideata e rilasciata da Ambiente e Salute, una società benefit, con la supervisione di Legambiente Nazionale, tale certificazione ha garantito la sostenibilità dell’evento. Totalmente plastic free, il festival è stato caratterizzato anche da un impatto ambientale ed energetico ridotto, reso possibile dall’utilizzo di luci a led a risparmio energetico. Inoltre, di fondamentale importanza, il coinvolgimento di realtà del territorio, come il Consorzio Gema, che ha promosso iniziative di informazione e sensibilizzazione. Nelle mostre fotografiche, curate dalla Fondazione Buttitta e dall’ACAF, le fotografie esposte sono state riprodotte su supporti di cartone alveolato e legno, materiali ecosostenibili all’insegna del riutilizzo. Infine, i programmi di sala non sono stati stampati, per ridurre l’emissione di carta si è preferito adoperare i QR code.

Ricchissima è la rete di partner sviluppata che coinvolge tra gli altri il Museo Diocesano, la Comunità di Sant’Egidio, l’IOS Pestalozzi, le associazioni Darshan e Sicilia Gregoriana, la Libreria San Paolo e numerosi altri partner e patrocinatori.

L’appuntamento adesso è per agosto con altri due eventi del Festival in attesa della seconda edizione nel 2026.