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Coronavirus a Enna, parte la campagna #seescitischifio

Covid-19

Coronavirus a Enna, parte la campagna #seescitischifio

Di Tiziana Tavella

Indignati per chi, nonostante l'imperativo "restiamo a casa", ancora continua ad uscire rischiando di  complicare la diffusione del Covid-19 e ritardare la fine dell'emergenza? No… di più: "schifiati." Un sentimento tutto siculo, che non richiede spiegazioni, ma che può essere riassunto con una espressione del volto, è alla base della campagna social "#seescitischifio" lanciata da Davide Cameli, 41 anni, grafico pubblicitario ennese.

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Per lui, progettare e pianificare strategie di comunicazione è il pane quotidiano, prima di diventare free lance per  agenzie pubblicitarie e tipografie, ha lavorato anche per testate d'informazione locale, agenzie pubblicitarie e studi fotografici e per spiegare cosa c'è alla base dell'idea di un messaggio ironico e d'impatto visivo per dire qualcosa di davvero importante alla collettività dice: "La campagna social #se esci ti schifio è nata parlando con alcuni amici di chi continua ad uscire nonostante i divieti magari per futili motivi, di chi torna dal nord e da altri posti, argomenti oggi più che ricorrenti nelle discussioni di tutti. Quindi abbiamo pensato a come fare per aiutare a convincere la gente a  restare a casa per contenere il contagio da Covid-19 ed uscire dall'emergenza senza essere retorici e senza sfruttare quanto già fatto sino ad ora con le altre campagne di sensibilizzazione social.Abbiamo iniziato così ad immaginare un hashtag che potesse diventare virale senza però offendere ma che potesse essere ironico e così è nato se esci ti schifio".

Per rendere la comunicazione più efficace si aggiunge anche un altro elemento  visivo non da poco, una foto in primo piano con espressione indignata (e quindi schifiata) "montata" su un banner che recita "quindi nonostante il divieto tu esci? #seescitischifio. Come aggiunge ancora Davide Cameli "Quando si lavora nella comunicazione si deve restare sempre sul pezzo, creare qualcosa sul momento per quel preciso momento. Per dare una marcia in più al messaggio serio anche se concepito con ironia si sono aggiunte le foto di persone con espressione indignata".

I volti della campagna social che vuole aiutare a convincere la gente a restare a casa, sono quelli della gente comune, ma non mancano persone più conosciute in città, ma anche dal nord Italia ed oltre che hanno già aderito all'appello mandando una propria foto all'indirizzo email dedicato schifio@davidecameli.it da condividere poi sui social.

"Le prime foto che ho pubblicato nella mia pagina Facebook per lanciare l'hastag e l'iniziativa , sono state quella mia, di mia moglie, di una coppia di amici e del loro cane.  A diffondere il messaggio possono contribuire anche gli animali e sono già due i cani che fanno da testimonial. Ho già ricevuto una trentina di foto  e vorremmo anche coinvolgere persone più famose, per diffondere quanto più possibile il messaggio. Ho ricevuto foto anche da Napoli e da Milano ed aspetto anche foto da amici che vivono in Svizzera".

A dimostrazione della potenza dello "schifio" Davide Cameli racconta "non c'e' stato bisogno di spiegare cosa sia lo schifio a chi non è siciliano è bastato soltanto raccontare l'iniziativa".

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