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Coronavirus, Musumeci invoca pieni poteri: «Datemi Polizia ed esercito»

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Coronavirus, Musumeci invoca pieni poteri: «Datemi Polizia ed esercito»

Di Redazione

PALERMO - Nello Musumeci prova a forzare la mano. E in piena emergenza Covid-19, col picco atteso nell’isola tra il 10 e il 20 aprile, il governatore della Sicilia invoca i poteri speciali per avvalersi della polizia di stato e dell’esercito sulla base di quanto prevede lo Statuto speciale. Si tratta dell’art.31 della carta statutaria, antecedente alla Costituzione, ma mai applicato da quando fu approvato lo Statuto: era il 15 maggio del 1946. «Siamo su scherzi a parte», ironizza il capogruppo dem Giuseppe Lupo. Mentre Musumeci puntualizza la sua posizione cercando di spegnere sul nascere le polemiche: «Dopo 74 anni vogliamo solo fare chiarezza su un articolo del nostro Statuto e quindi di rango costituzionale, mai applicato perché privo delle norme di attuazione. Stiamo solo chiedendo formalmente allo Stato di dirci cosa pensa di farne. I siciliani se lo sono chiesti in questi giorni ed è giusto che sul tema si tolga finalmente ogni dubbio. Tutto qua».

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La prima mossa il governo Musumeci l’ha fatta approvando lo schema di attuazione della norma. Si tratta di un articolo che ora passerà al vaglio della Commissione paritetica Stato - Regione: in questa sede si capirà se ci saranno margini di confronto oppure no. Proprio lo scorso anno, la Commissione ha approvato alcune norme di attuazione dello Statuto proposte dalla Regione, ma si trattava di materia finanziaria e non di ordine pubblico. La carta statutaria della Sicilia è l’unica, tra quelle delle Regioni a statuto speciale, a concedere questo tipo di potere al governatore. Se la Paritetica dovesse approvare lo schema, sarà poi il Consiglio dei ministri a dare l'ok definitivo. La norma a quel punto arriverà sul tavolo del Capo dello Stato per la firma del decreto e la successiva pubblicazione.


Lo scopo dello schema approvato dalla giunta, si legge nella delibera, è «l'attuazione dell’art.31 con specifico riferimento agli strumenti necessari per affrontare con efficacia e tempestività eventuali situazioni di emergenza statali o limitate al territorio regionale, che determinino refluenze sull'ordine pubblico, la sanità e la sicurezza nel territorio della Regione siciliana o in parte di esso». «Le misure adottate dal presidente della Regione» troveranno «preventivo coordinamento con quelle eventualmente adottate dagli altri competenti organi dello Stato, in conformità ai principi di unità della Repubblica, solidarietà politica, sussidiarietà, leale collaborazione e proporzionalità tra misura ed evento da fronteggiare». «Per l’attuazione delle ordinanze o di altri suoi provvedimenti, comunque denominati», è previsto che «il presidente della Regione, di concerto con il ministro dell’Interno, si possa sempre avvalere della Polizia di Stato e, ove occorra, delle forze armate di stanza nella Regione, anche di concerto con il ministro della Difesa». «Se per oltre 70 anni non si è data applicazione a questa norma è stato per evitare che persone come Musumeci potessero scegliere la scorciatoia dell’ordine pubblico per affrontare i problemi veri della Regione», attacca il deputato regionale dem Antonello Cracolici. «Evidentemente - aggiunge - Musumeci è appassionato all’idea di comandare eserciti e uomini in divisa, piuttosto che governare la Sicilia. Se la situazione non fosse più che seria si potrebbe reagire alla Totò: 'presidente, ma mi faccia il piacere». 

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