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Messina, il sindaco «sceriffo» che viola il decreto

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Messina, il sindaco «sceriffo» che viola il decreto

Di Francesco Triolo

Messina. Un'entrata in tackle duro ed un clamoroso autogol. Termini calcistici per descrivere la giornata di Cateno De Luca, il sindaco di Messina, attaccato su più fronti ma pronto a replicare punto su punto. Ieri la Procura di Messina ha chiesto al ministro della Giustizia l'autorizzazione a procedere per il reato di vilipendio dopo la denuncia del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e dovuta alle affermazioni di De Luca che ha mandato "a quel paese" il Viminale, denunciando un "depistaggio di Stato" nei giorni caldi del rientro dei siciliani. Parole pronunciate agli imbarcaderi dopo la contestazione - da parte del Ministero - dei dati sul flusso incontrollato di soggetti che affollavano lo Stretto. Per questo genere di reati è necessaria l'autorizzazione del Guardasigilli ed è prevista una multa da 1.000 a 5.000 euro.

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«Invito il Ministro della Giustizia ad autorizzare la Procura a procedere nei miei confronti - ha risposto De Luca - Questo è un processo che desidero affrontare in considerazione di ciò che definisco, per quello che si è generato in Italia, un crimine di Stato».

Ma De Luca ha trovato il tempo anche di far scatenare il mondo dei social, suo terreno di battaglie e vittorie, con un post mattiniero e tanto di fotografia a Fiumedinisi, con uova e lattuga in mano. «Appena raccolte», ha scritto spiegando che sua madre lo aveva chiamato intimandogli «di andare in campagna da lei a prendere otto uova fresche e quattro lattughe appena raccolte». «Ho avuto modo di salutare a distanza i miei genitori oltre che a rifornirmi di cibo fresco e genuino. Altro che supermercato!». Tutto questo mentre - con la fascia tricolore, con i droni e le auto urlanti - intima di rispettare le diverse ordinanze che vietano di passeggiare o di lasciare il proprio comune.

Le reazioni non sono mancate, soprattutto dei suoi oppositori. C'è chi posta la foto di Alberto Sordi ne "Il marchese del grillo", chi invece gli contesta la stessa azione che lui vieta. Oltre 5.400 i commenti a quel post su Facebook a cui lo stesso De Luca ha voluto rispondere: «Sono residente e dormo con la mia famiglia a Fiumedinisi (30 km da Messina, ndr) dove vivono in campagna i miei genitori che sono contadini e ogni settimana mi riforniscono di prodotti freschi. Mi sposto da Messina a Fiumedinisi e viceversa per motivi di lavoro. Spero che ora sia tutto chiaro». Ma la "partita", sui social, è proseguita.

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