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Coronavirus, De Luca senza freni: «L'ultimo decreto Conte? Una porcheria»

Covid-19

Coronavirus, De Luca senza freni: «L'ultimo decreto Conte? Una porcheria»

Di Redazione

«Il nuovo provvedimento governativo ha fatto scalpore perché è figlio del "vorrei ma non posso", grazie a una decisione non presa. Proprio in relazione a questo, noi del comune di Messina abbiamo invece deciso di decidere. A Conte dico che non ci stiamo. Non accetto il Dpcm entrato in vigore con queste scadenze scriteriate. Già da domani dunque porterò avanti il lavoro che non è stato fatto. Se serve, sono pronto anche a rischiare di essere dichiarato decaduto dalla carica di sindaco, ma comunque, visto che non lo fa Musumeci, chiederò a Conte di rimangiarsi la porcheria che ha servito agli italiani il 26 di aprile, non differenziando le misure per le varie regioni».

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Lo ha detto il sindaco di Messina, Cateno De Luca: «Bisogna prendere atto - spiega - della diffusione epidemiologica su tutto il territorio nazionale:il 70% è concentrato su quattro regioni del Nord. C'è una chiara distinzione territoriale che deve essere presa in considerazione. Quindi, alla luce di ciò, occorrono norme restrittive al centro-nord (in particolare Lombardia e Piemonte) e più flessibili per le regioni del sud, in cui il contagio è sotto la media nazionale, stabilendo comunque il criterio di libertà vigilata».

«Se infatti fossi io il Presidente del Consiglio - aggiunge - autorizzerei i sindaci a fare accordi con i commercianti affinché non solo sia dato gratuitamente il suolo pubblico ma consentirei anche l’istallazione di bagni chimici uomo/donna in modo tale che si possano garantire le condizioni igienico-sanitarie, in deroga alle norme previste dai regolamenti».
Per De Luca «servono dunque protocolli specifici che comunque garantiscano le aperture».

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