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Razza: «In Sicilia migliaia di turisti, ci aspettavano ripresa dei contagi»

Covid-19

Razza: «In Sicilia migliaia di turisti, ci aspettavamo la ripresa dei contagi»

Di Redazione

MESSINA - «Noi in questo momento in Sicilia stiamo ospitando decine di migliaia di turisti, lo stiamo facendo in condizioni di sicurezza, ci sia aspettava un aumento dei contagi per la fase di post lockdown che prevedeva un aumento dei contagi. C'è una gestione profonda della sanità del territorio, l’aumento è dovuto anche all’azione di screening che li ha fatti crescere nel numero poiché se da un positivo si fa una ricostruzione di tutti i contatti ci sono più positivi anche se asintomatici e questo lo dovrebbero fare tutte le regioni come la Sicilia perché ci sarà più sicurezza per le fase di riapertura a settembre delle scuole e delle attività». Lo ha detto l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza al Policlinico di Messina a margine della presentazione del nuovo commissario del nosocomio Giampiero Bonaccorsi già direttore generale facente funzioni del Policlinico di Catania

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«La sanità del territorio - prosegue Razza - ci permette di circoscrivere i focolai, di intervenire immediatamente. In questo momento la malattia si presenta in maniera diversa, c'è minore ricorso all’ospedalizzazione e alle terapie intensive. Ci sono però tante persone che sono positive anche se asintomatiche, quindi non si deve abbassare la guardia».

Sul fronte migranti, che rappresentano quotidianamente una quota dei nuovi contagiati in Sicilia, Razza ha detto che «con l’ultima ordinanza del presidente Musumeci si avrà più sicurezza nei confronti dei cittadini, perché chi pensa a nuove tendopoli in Sicilia dove ospitare le quarantene, se poi non si riesce nemmeno a presidiare le caserme, deve pensare ad altro».

«L'ordinanza di Musumeci - prosegue Razza - tiene conto dell’esigenza della sicurezza dei migranti stessi e dei cittadini, imponendo l’obbligo del tampone per ogni migrante e chiede al ministero dell’Interno un protocollo sanitario per la loro gestione. Quello che è successo a Messina, Caltanissetta ed Enna è figlio dell’assenza di un protocollo sanitario per la loro gestione sul fronte sanitario. Oggi chiediamo ai nostri concittadini di rispettare le regole, di indossare la mascherina, mantenere il distanziamento, se noi chiediamo questo a loro pensare poi che chi arriva  in Sicilia venga gestito in maniera non sicura non è pensabile».

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