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Monitoraggio Covid, in aumento la trasmissione intrafamiliare e risale l'età media dei contagiati

Covid-19

Monitoraggio Covid, in aumento la trasmissione intrafamiliare e risale l'età media dei contagiati

Di Redazione

ROMA - Un «lento e progressivo peggioramento» della situazione dovuto alla circolazione «sempre più rilevante» del coronavirus «in tutto il paese», con i contagi che aumentano per la sesta settimana consecutiva, la crescita del tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva, l’età media dei malati che torna a salire con i giovani che trasmettono il virus in casa e in famiglia, l’indice Rt che da quasi un mese è costantemente sopra l’1.

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L’Istituto superiore di Sanità conferma nel monitoraggio settimanale come il virus stia rialzando la testa e avverte: gli italiani devono essere consapevoli del peggioramento della situazione e devono continuare a rispettare «in modo rigoroso» tutte le misure previste. A partire dai tempi della quarantena, sulla riduzione dei quali aumentano sempre più le perplessità.

«Nessuna decisione è ancora stata presa - conferma il ministro della Salute Roberto Speranza - sono valutazioni che faremo con i nostri scienziati ma va considerato che in questo momento l’indicazione dell’Oms è e resta quella dei 14 giorni».

La riunione del Comitato tecnico scientifico che dovrà affrontare la questione è prevista per martedì ma l’orientamento prevalente tra gli esperti sarebbe quello di non ridurre le attuali due settimane a 10 giorni. Il perché di questa linea di estrema prudenza è da ricercare secondo gli scienziati in due elementi: la riapertura delle scuole, un obiettivo prioritario per il governo che però comporterà un’ulteriore impennata dei contagi, e il rischio concreto che riducendo i tempi di quarantena si assottigli la possibilità di individuare i positivi.

Un fattore, quest’ultimo, confermato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) in un documento basato su 5 differenti studi e che è già sul tavolo del Cts. La riduzione a 10 giorni, dicono infatti gli esperti europei rispondendo ad una specifica richiesta della Germania, «comporterebbe una perdita di rilevamento dei casi sintomatici tra i contatti stretti dei casi confermati di circa il 6%». Percentuale «abbastanza ampia da avere rilevanza per la salute pubblica in uno scenario in cui il livello di esposizione è alto (come la quarantena dei contatti stretti)».

A questi due motivi se ne aggiunge un terzo, i numeri. Nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 1.616 nuovi casi, con mille malati in più in un solo giorno e i ricoverati in terapia intensiva che continuano ad aumentare e ora sono arrivati a 175 mentre un mese e mezzo fa erano fermi a 38. Stabile, invece, l'incremento delle vittime: 10 in più, come giovedì.

Ma sono i dati del monitoraggio settimanale a preoccupare. In Itali ci sono 2.280 focolai attivi, 691 dei quali nuovi, e più o meno dal 16 agosto l’indice di diffusione del virus a livello nazionale ha fatto registrare un «lento e costante» incremento attestandosi, nel periodo 20 agosto-2 settembre, all’1,14.

Non solo. Ci sono altri due dati che devono far scattare più di un campanello d’allarme: l’età media che si rialza ed è ora a 35 anni, con il 28% dei malati nelle ultime due settimane che ha più di 50 anni - sintomo di una «maggiore trasmissione in ambito domiciliare/familiare con circolazione anche in persone con età più avanzata» - e la crescita dei pazienti ricoverati. «A livello nazionale - dice l’Iss - il tasso di occupazione in area medica è aumentato dall’1% al 2%» e quello «nelle terapie intensive dal 2 al 3%, con valori superiori al 5% per alcune regioni».

La conclusione degli scienziati è in linea con Speranza: «in questi mesi dobbiamo resistere» dice il ministro. E per farlo non solo vanno mantenute tutte le misure «di prevenzione e controllo già adottate» ma, sottolinea l’Iss, bisogna «essere pronti alla attivazione di ulteriori interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento». Significa chiusure localizzate e una stretta sugli arrivi in Italia, con tamponi e quarantena obbligatoria che potrebbero riguardare anche altri paesi europei, a partire dalla Francia. 

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