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Il focolaio alla Cardiologia del Policlinico di Catania, parla il primario: «Reparto sicuro, non rinunciare alle cure»

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Il focolaio alla Cardiologia del Policlinico di Catania, parla il primario: «Reparto sicuro, non rinunciare alle cure»

Di Redazione

CATANIA - Ventiquattro casi positivi, sembra tutti tra gli operatori sanitari, medici, infermieri e ausiliari. Il focolaio esploso alla Cardiologia del Policlinico preoccupa, ma la direzione sta facendo di tutto per contenerla. E in merito alle ultime notizie anche sui timori di alcuni parenti dei degenti  arriva la nota a chiarimento del primario del reparto, prof. Corrado Tamburino che si è adoperato sin dal primo momento affinché l riparto continuasse a svolgere la delicata funzione cui è chiamato, quella di salvare la vita a chi viene colpito da una patologia cardiologica. «Avendo letto l'articolo di ieri sul quotidiano La Sicilia - scrive Tamburino -sento il dovere di precisare che la sanificazione dei locali della cardiologia del Policlinico è avvenuta non solo in questa circostanza, ma per eventi di portata ben inferiore a quella attuale».

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«Sarebbe ingiusto e riduttivo - prosegue il primario - verso chi si adopera quotidianamente per il buon andamento delle cose, pensare che le direttive assessoriali e aziendali non vengano messe in atto. La nostra direzione generale e sanitaria è in continuo contatto col sottoscritto e abbiamo insieme programmato ed effettuato misure che hanno fatto si che non un solo paziente risulti contagiato, avendo fatto i tamponi a tutti i nostri degenti prima di dimetterli a seguito del riscontro di alcuni dipendenti positivi».

«Inoltre - continua il professore - grazie alla capacità organizzativa del personale della mia unità Operativa e della direzione aziendale, in un solo pomeriggio è stata svuotata l'unita coronarica, sanificata, e i pazienti riallocati dopo solo qualche ora. Lo stesso è avvenuto a più riprese e più volte nella nostra emodinamica, negli ambulatori e nelle ali di degenza».

«So bene che l'emotività e la paura dei parenti creano allarmismi e false percezioni - ha detto ancora -, ma il nostro dovere è dare informazioni coerenti con la realtà dei fatti».

Tamburino ha voluto anche specificare che vengono eseguiti ormai da oltre 12 giorni oltre 300 tamponi settimanalmente, a rotazione, su tutto il personale della U.O che ha già fatto ben 4 tamponi, proprio per garantire la massima sicurezza interna e verso l'esterno.

«Sarebbe auspicabile - conclude il primario -  ma questo vale per tutti gli ospedali, che le informazioni vengano erogate solo da  chi è a conoscenza dei fatti e delle azioni compiute, cioè le direzioni sanitarie, per creare il clima necessario affinché i pazienti non abbiano paura di ricorrere alle cure, specie per branche come la cardiologia, in cui ogni ritardo può mettere a repentaglio la vita dei pazienti stessi. Si evitano così false informazioni che offendono la professionalità degli operatori sanitari quotidianamente impegnati per il bene dei pazienti».

Va ricordato che al momento al Policlinico, ma anche in altri ospedali, a causa del diffondersi della pandemia anche in campo sanitario sono state ridotte le visite ambulatoriali, garantendo soltanto quelle urgenti e improcrastinabili. Insomma quello che temevamo alla vigilia di questa seconda ondata si sta nuovamente avverando e cioè la riduzione dell'assistenza sanitaria per tutte quelle patologie che non riguardano il Covid. Speriamo che alla fine della pandemia non si debbano contare le gravi conseguenze di una riduzione di questa assistenza non causata ovviamente da una cattiva gestione della macchina sanitaria, ma certamente da una cattiva gestione dei controlli sul territorio per quanto riguarda gli assembramenti soprattutto dei giovani.

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