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Sicilia, ospedali sempre più in emergenza Covid: «Servono 3.600 posti in una settimana»

Covid-19

Sicilia, ospedali sempre più in emergenza Covid: «Servono 3.600 posti in una settimana»

Di Redazione

CATANIA - «Se il virus corre anche noi dobbiamo correre». Lo ha ribadito il presidente della Regione, Nello Musumeci che ieri ha presieduto a Catania un lungo vertice alla presenza dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza e i direttori generali della Sicilia. Obiettivo fare il punto della situazione emergenziale dell’epidemia e adottare ulteriori misure per venire incontro alle esigenze dei cittadini colpiti del virus e bisognosi di cure ospedalieri e ai tantissimi ancora in isolamento a casa in attesa di un supporto delle Uscat dell’Asp.

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Musumeci ha detto ai direttori che bisogna anticipare al 15 novembre, cioè fra un asettimana, la individuazione dei posti letto previsti nel piano con scadenza a fine mese. A questo punto tutte le aziende sanitarie dovranno allestire altri reparti e aumentare complessivamente i posti letto per arrivare alla cifra complessiva di all’incirca 3600 posti per il Covid, con 416 posti di terapia intensiva e i rimanenti di degenza ordinaria. Allo stesso tempo il governatore ha nuovamente ribadito la sua piena fiducia per le azioni dell’assessore Razza al centro dei ripetuti attacchi delle opposizioni e di una parte del mondo medico.

Sul lungo incontro vige comunque il riserbo e non è stato reso noto se sono emerse altre novità o se sono stati esaminati altri punti delicati, o ancora quali strategie la Regione intenderebbe adottare per cercare di abbattere la curva del contagio ed evitare, così, che molti pazienti finiscano col restare nei pronto soccorso anche oltre una giornata intera, col rischio che questa mescolanza tra casi positivi e malati tradizionali possa scatenare altri focolai sanitari.

Al termine della riunione nessun direttore generale ha voluto rilasciare dichiarazioni. E’ emerso soltanto che si è trattato di una riunione proficua e che le varie direzioni generali nei prossimi giorni saranno chiamate a un ulteriore sforzo organizzativo per aumentare la dotazione di posti letto necessari per ospitare quanti più malati possibile. Musumeci, allo stesso tempo, avrebbe chiesto ai direttori di aumentare il livello di attenzione e di intensificare gli sforzi affinché la macchina organizzativa non abbia falle.

Perché l’emergenza continua e non dà tregua. La notte a cavallo tra venerdì e sabato al pronto soccorso del Policlinico di Catania si è formata una lunga fila di ambulanze con pazienti sospetti Covid in attesa di tampone e di ricovero. Una situazione paradossale che si vive ormai in quasi tutti i reparti di emergenza dell’isola e anche in molte altre parti d’Italia. Ieri solo al Cannizzaro di Catania erano oltre 12 i pazienti Covid in attesa di un ricovero, mentre al pronto soccorso del Policlinico hanno aumentato di otto posti letto la dotazione per i positivi, sottraendoli, però, ai malati ordinari.

Esauriti, invece, i posti letto nella rianimazione del Garibaldi, che conta 19 letti, mentre anche i reparti dell’Arnas scoppiano di malati, con 100 letti occupati.Non va meglio negli altri ospedali dell’isola. Anche al San Marco non ci sono più posti nella rianimazione.

Unica nota positiva di una giornata campale arriva dai Drive-in attivati in una trentina di città dell’isola, Catania compresa. Nel capoluogo etneo e in altri 4 grossi centri della provincia, Caltagirone, Paternò, Adrano e Acireale sono stati screenati gli studenti delle superiori, i professori e i genitori. Su 3414 tamponi sono risultati positivi una ottantina di soggetti, con una percentuale di oltre il 2%. La stessa percentuale si registra nelle altre città dell’isola coinvolte, 25. Su oltre 13 mila tamponi effettuati sono risultati contagiati dal Covid poco meno di 300 persone.

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