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«Pfizer produca il suo vaccino a Catania», l'appello dei sindacati

Covid-19

Vaccino Covid, la Pfizer di Catania potrebbe produrre le dosi per l'area mediterranea

Di Redazione

CATANIA -  «Siamo un passo più vicini a poter potenzialmente offrire alle persone di tutto il mondo la svolta tanto attesa per contribuire a porre fine a questa pandemia globale... Ma non possiamo richiedere l'autorizzazione alla Fda per l'uso in situazione di emergenza solo sulla base di questi risultati di efficacia. Efficacia, sicurezza e produzione sono i tre requisiti necessari prima di poter richiedere l'autorizzazione». 

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C’è orgoglio, ma anche prudenza nella comunicazione ufficiale del Ceo di Pfizer Albert Bourla ed è a questi due capisaldi che si attengono tutti. Negli States, come in Europa e anche a Catania dove dal 1959 esiste un sito farmaceutico (era la Cyanamid) assimilato da Pfizer nel 2009 che è uno dei poli produttivi d'eccellenza nel panorama farmaceutico globale, fornitore a livello mondiale di antibiotici iniettabili, penicillinici e non penicillinici che ha visto recentemente anche un potenziamento del suo ruolo nella produzione di farmaci iniettabili sterili per cui sono previsti investimenti di 18 milioni di dollari in due anni.

E se lo stabilimento catanese – spiega un portavoce aziendale – al momento non è coinvolto in alcun modo dal processo di produzione del promettente vaccino, non è detto che non potrà esserlo in futuro. Attualmente i siti di produzione del candidato vaccino di Pfizer per il Covid sono infatti negli Usa gli stabilimenti di Saint Louis (Missouri), Andover (Massachusetts) e Kalamazoo (Michigan) oltre a Puurs, in Belgio, che provvederà prevalentemente per la fornitura europea. Ma dall’azienda, vista la potenziale enorme quantità di dosi necessarie, si annuncia che altri siti verranno selezionati successivamente. Uno scenario nel quale potrebbe rientrare anche lo stabilimento catanese.

«E’ chiaro che siamo orgogliosi di Pfizer Usa – commenta così il segretario provinciale della Fialc Cisal Catania Giuseppe La Mendola – e speriamo che il ciclo si possa completare con successo. Attualmente Pfizer sta risultando essere leader nelle biotecnologie e nei vaccini, veri protagonisti di una profonda e radicale rivoluzione industriale ed è in forte fermento circa la rimodulazione dei suoi asset strategici, che la stanno vedendo protagonista di acquisizioni, e collaborazione mirate con altre società, come appunto la Biontech con cui sta coproducendo il vaccino, per sviluppare nuovi processi di produzione farmaceutica altamente qualitativi.

«In questo quadro – continua La Mendola - il nostro sito di Catania, che si occupa essenzialmente della produzione di iniettabili sterili, antibiotici e antitumorali, e che fa parte dell'asset biotecnologico di Pfizer, si pone sicuramente come al centro di questo sempre più crescente interesse della Società nel destinare investimenti atti al riammodernamento delle attuali tecnologie di processo come dimostrano gli importanti investimenti voluti dall’attuale management.

«E non dimentichiamo - prosegue - che Catania è geograficamente strategica in quanto è al centro del Mediterraneo e sappiamo benissimo che una delle maggiori problematiche della buona riuscita del nuovo vaccino e dei farmaci biotecnologici in generale sarà la speciale logistica, che vedrà spedizioni dove il prodotto dovrà viaggiare a bassissime temperature, atte a salvaguardare il prezioso contenuto. Insomma, la geografia sarà importante. Le distanze tra i Siti di produzione farmaceutica non possono quindi essere sottovalutate, il Mediterraneo è strategicamente favorito nella logistica e Catania riveste nel circuito di Pfizer uno dei siti più performanti nella catena di rifornimento dei farmaci ai pazienti».

Di tutto questo si parlerà alla fine del mese di novembre in un incontro già previsto con i vertici aziendali di Pfizer.
«Come Cisal – promette La Mendola - cercheremo di essere il maggiore interprete dei lavoratori in questo momento delicatissimo dello scenario farmaceutico mondiale. Per noi è necessario che il Sito etneo sappia intercettare questa nuova e importante opportunità industriale che rappresenterà sicuramente per tutti gli attori Istituzionali, una cogente responsabilità nell'interloquire con Pfizer, e di rendere il territorio e il lavoro ancora più appetibili, attraverso moderni accordi di secondo livello circa la gestione del personale e partenariati con le nostre Università, fra le migliori, circa la ricerca scientifica e le ingegnerie applicate ai processi di qualità, per far sì che il nostro territorio conosca una nuova fase di sviluppo e possa così incamerare il futuro, quello che oggi grandi Aziende come Pfizer – conclude - ci stanno fortemente indicando di avere il coraggio di percorrere».

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