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Covid-19

Covid, a Catania si pensa di usare farmaco Baricitinib: è nuova speranza

Di Giuseppe Bonaccorsi

Catania - C’è un altro farmaco sul mercato che anche a Catania stanno ricominciando a considerare. Si tratta di una molecola contro l’artrite reumatoide, il Baricitinib. Il professore Bruno Cacopardo, primario di Malattie infettive al Garibaldi ha detto che questo farmaco è stato utilizzato nel corso della prima ondata e il professore vorrebbe riutilizzarlo all’interno di un trial clinico controllato. E’ una sorta di supersteroide anche se ha qualche evento avverso perché è un forte immunosoppressore, ma sembra che annulli la tempesta citochimica che caratterizza la malattia nelle fasi che precludono la insufficienza respiratoria. Sembra inoltre che funzioni bene se utilizzato in maniera corretta e in una fase adeguata della malattia. Non incide, però, sul virus ma sulla reazione auto infiammatoria.

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Lo stesso sta pensando di fare il primario di Malattie infettive del Cannizzaro, Carmelo Iacobello che allo stesso tempo ribadisce che ci sono troppe poche armi mediche per agire contro questo maledetto virus. Ciononostante Iacobello aggiunge che in merito al Baricitinib, proprio nei giorni scorsi si è sentito con alcuni clinici autorevoli italiani e si è pensato di utilizzare questo farmaco che riduce abbondantemente la possibilità che il paziente finisca in rianimazione. Iacobello ha aggiunto che in queste tipologie di infiammazioni più si agisce tempestivamente più si ottengono risultati. «Mi sono raccordato con iprofessori Menichetti e Falcone per vedere come stanno trattando il Baricitinib. Si tratta di un farmaco reumatologico che ha interessanti applicazioni e si tratta dell’unico farmaco autorizzato dall’agenzia del farmaco americana, ma non dall’Ema. Sembra che produca risultati importanti sulla cura dei pazienti. Pensiamo quindi di poterlo autorizzare se riusciamo ad avere l’autorizzazione del paziente e quindi fuori prescrizione. Si tratta, comunque, di un argomento molto delicato perché ci sono state troppe aspettative sui farmaci e quindi non vorremmo dare facili speranze, ma non avendo nulla in mano possiamo cercare di utilizzare anche questi farmaci innovativi. Da quello che risulta il Baricitinib ha dato risultati importanti su come evitare l’intubazione del paziente nel 70% dei casi».

Quanto al plasma iperimmune il dott. Iacobello ha aggiunto che il Cannizzaro non lo utilizza perché il centro trasfusionale del Cannizzaro non è attrezzato per la raccolta, «ma ritorno a dire che qualsiasifarmaco si tratti questo in ogni malattia virale deve essere somministrato il più presto possibile se si vogliono ottenere risultati importanti». Iacobello si è poi soffermato sulle nuove aperture e zona Gialla inviando alla cautela, anche se in vista del Natale una certa riapertura e ricongiungimenti sono necessari anche per l’equilibrio psico fisico dei cittadini: «Ma se vogliamo dare una spallata a questo virus ed evitare una terza ondata dobbiamo mantenere la barra dritta ed evitare gli assembramenti. Quindi apertura sì, ma con la massima attenzione».

Più drastico invece il professore Cacopardo che ha considerato le riaperture per Natale una «fesseria». Quanto ai vaccini il dottore Iacobello si mantiene cauto perché non è detto che tutto procederà con la massima facilità. Forse un segnale positivo potrebbe venire dai farmaci molecolari che presto arriveranno sul mercato. Iacobello ha poi confermato che nei suoi reparti cominciano a vedersi molti posti liberi, ma questo non significa cantare vittoria, perché bisogna stare attenti e oggi si ha la stringente necessitò di curare i malati che sono ancora molti e molti di questi sono in condizioni severe, con patologie polmonari che una volta superate potrebbero degenerare in una fibrosi polmonare una malattia fortemente debilitante.

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