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Sicilia, l'«operazione rientri» procede senza intoppi: ma il picco è previsto nel weekend

Covid-19

Sicilia, procede l'«operazione rientri»: ma il picco dell'esodo sarà nel weekend

Di Mario Barresi

CATANIA - Il sistema regge. Soprattutto perché ancora, nei primi giorni di applicazione dell’ordinanza del governatore, i numeri dei rientri sono relativamente bassi. Ma anche perché il dispiegamento di forze nelle frontiere d’ingresso nell’Isola s’è rivelato più che sufficiente a gestire il flusso degli “avanguardisti” del controesodo. Quasi 3mila, secondo i dati dell’assessorato alla Salute, i cittadini che ieri sono arrivati sul totale degli oltre 20mila registrati sul portale della Regione.

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Dai principali check-point arrivano notizie confortanti sui tempi (punte massime di 15-20 minuti, fra attesa e somministrazione) per chi ha deciso di sottoporsi subito al tampone rapido, ma anche sulla percentuale di positivi. Qualche esempio? All’aeroporto Fontanarossa - come conferma il commissario Covid, Pino Liberti - circa mille test fino alle 18 e una sola contagiata, una cittadina romena. Isolata in una stanza e sottoposta a tampone molecolare con conferma dell’esito, la donna è stata presa in carico dall’Asp, che ha attivato subito il contact tracing con i passeggeri seduti accanto a lei, fino a due file prima e dopo.

Numeri confortanti anche da Palermo, comunicati dalla manager dell’Asp, Daniela Faraoni e dal commissario Renato Costa che ostentano «tempi di attesa per il tampone rapido sono mediamente di 10 minuti» in aeroporto, «ma anziani, famiglie con bambini neonati e disabili in sedia a rotelle hanno la precedenza».

Questo il dettaglio dei risultati di ieri nei quattro principali punti di screening: a Punta Raisi 800 tamponi, al porto di Palermo 380, allo scalo di Termini 86, tutti con zero positivi; nel drive-in alla Fiera del Mediterraneo, invece 1.020 tamponi (non soltanto a siciliani rientrati) con 39 positivi.

A regime ancora ridotto, invece, i controlli sullo Stretto. La stragrande maggioranza di sbarcati sono pendolari giornalieri, mentre i registrati che si sono sottoposti al test  sono ancora pochi: su oltre 400 persone sottoposte a tampone rapido sono stati individuati 16 soggetti positivi. 


A sperimentare in prima persona i controlli nell’aeroporto catanese è Ruggero Razza, di rientro da Roma nel primo pomeriggio. Test rapido pure per l’assessore, che ne ha approfittato per un blitz a sorpresa. «Ho trovato medici motivati e un’organizzazione efficiente. Ma ancora è presto per esprimere giudizi definitivi. Diciamo che è stato un primo test confortante, ma ancora la fase più difficile deve arrivare nel prossimo fine settimana».

Poco prima, in mattinata, è lo stesso Nello Musumeci a promuovere i controlli a Fontanarossa. «Nel primo giorno di avvio della mia ordinanza - afferma - ho verificato l’efficienza e l’organizzazione perfetta che abbiamo predisposto, in collaborazione con la Sac e la stessa cosa vale per l’aeroporto di Palermo. Non ci sono file, non c'è ressa, i passeggeri sono soddisfatti, la comunità siciliana è rassicurata dal fatto che chi rientra in Sicilia deve dimostrare di non essere positivo al Covid».

Oggi invece Musumeci è stato all'aeroporto di Palermo: «Sono qui - ha esordito Musumeci, arrivando al "Falcone-Borsellino" - per dire grazie al personale sanitario impegnato in questa linea di trincea per fare in modo che i passeggeri in arrivo in Sicilia, in questo caso all’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo, possano non essere positivi. Capita raramente di trovarne qualcuno positivo e in quel caso si applica il protocollo: il passeggero viene consegnato al Servizio sanitario e tutelato fino all’ultimo momento. Non ci sono ritardi, il personale è motivato, ho detto grazie a nome della comunità siciliana perché questo servizio aggiuntivo, voluto dal governo regionale insieme alle società che gestiscono gli aeroporti, è una garanzia per questa operazione che abbiamo chiamato 'Rientro sicurò. Se ognuno di noi manterrà il rispetto delle norme potremo affrontare le prossime settimane in un clima di serenità, approntato a prudenza e rispetto delle regole».

Qualcosa, però, continua a non tornare sulla piattaforma web di registrazione. In redazione continuano ad arrivare segnalazioni sull’impossibilità di rispettare il primo requisito dell’ordinanza: arrivare con un tampone molecolare negativo. «Impossibile», in molte delle regioni di provenienza, rispettare la retroattività massima (48 ore) dell’esame e quei pochissimi che riescono a farlo in un laboratorio privato non potranno registrarsi fino all’immediata vigilia del viaggio.

Il form di siciliacoronavirus.it, infatti, dopo la parte anagrafica prevede subito l’inserimento dei dati sul tampone: se ci si è sottoposti o no, e con quale esito. Quindi, a meno di leggere nella palla di vetro (o di dichiarare il falso), chi vuole tornare col risultato del tampone ed evitare i test all’arrivo dovrà registrarsi all’ultimo. Non a caso, infatti, ieri soltanto 750 sui 12.500 a metà giornata hanno scelto l’opzione del “patentino”. Aggiustamenti a breve? Dalla Regione fanno sapere che non sono previsti.

Musumeci s’è anche soffermato sulla situazione complessiva del contagio: il «gioco dei colori» ha creato «conflitti, amarezze e incomprensioni» e «i primi a non capirne nulla sono i cittadini». Per il governatore «serve un orientamento più omogeneo possibile in vista del periodo natalizio che si preannuncia allarmante. Le immagini che arrivano dalle grandi città sono disarmanti: è come se la gente fosse convinta che tutto sia passato». Musumeci a RaiNews24 consegna i dubbi sulla «responsabilità collettiva», sperando che «la gente si renda conto che a due passi dai luoghi di assembramento ci sono decine di persone che respirano con mezzi artificiali e che non possono vedere i propri congiunti. Il contagio si prende dove c'è assembramento, non in ospedale». E le le feste? «Siamo pronti al peggio ma dobbiamo essere ottimisti», chiosa.

Twitter: @MarioBarresi

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