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Il primo medico vaccinato in Sicilia: «Ecco perché affidarsi alla scienza per vincere la battaglia»

Covid-19

Il primo medico vaccinato in Sicilia: «Ecco perché affidarsi alla scienza per vincere la battaglia»

Di Massimo Geraci

Sarà il responsabile del pronto soccorso del Civico di Palermo, Massimo Geraci, 52 anni, il primo medico a essere vaccinato oggi, nel V-Day che segna in tutta Europa la partenza della campagna vaccinale contro il virus. Queste le sue sensazioni alla vigilia di quella che è attesa come una svolta nella battaglia contro il Covid-19.

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Questa giornata ha diversi significati. È principalmente un invito, un richiamo alla responsabilità di chi è operatore della salute, che sono sicuro sarà largamente accolto. Ma mi piace considerarlo anche un omaggio a quanti hanno combattuto in prima linea, non come eroi, ma con spirito di servizio, nella piena interpretazione dell’aspetto più bello della nostra sanità, della sanità pubblica: quello della universalità delle cure, che in questo contesto emergenziale ha assunto il suo significato più pieno.


Un operatore sanitario, per la scelta professionale che ha fatto, non può non accordare fiducia incondizionata alla scienza. E la scienza indica che il conseguimento dell’immunità di gregge è lo strumento attraverso il quale sono state vinte le battaglie contro temibili malattie infettive.

Chi ha vissuto sulla propria pelle e ha visto con i propri occhi la drammatica straordinarietà di questa malattia non può e non deve temere il prodotto della scienza che ha visto l’uomo vincente persino contro la natura, quella natura a volte matrigna, feroce e spietata nella sua selezione nei confronti della fragilità dell’uomo.

In altre parole, non ha molto senso essere fatalisti nei confronti della malattia, di cui ancora, peraltro, non conosciamo gli effetti a lungo termine, e non utilizzare lo stesso tipo di filosofia nei confronti del vaccino, rinunciando alla possibilità di assestare il colpo di grazia alla malattia del secolo.

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