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Sicilia, la polemica sui “vaccinati Vip” che «non sono in prima linea»

Covid-19

Sicilia, la polemica sui “vaccinati Vip” che «non sono in prima linea»

Di Mario Barresi

CATANIA -  Il caso più chiacchierato nei salotti della sanità palermitana è quello di Gianluca Galati. Il direttore amministrativo della Fondazione Giglio, che «non è nemmeno un medico», è fra i “vaccinati Vip” della prima fase del V-day siciliano. Un primo contingente “simbolico”, con destinatari selezionati soprattutto fra chi in questi mesi è stato in trincea nella guerra al Covid.

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Ma la scelta di alcuni testimonial delle prime vaccinazioni in Sicilia non sono andati giù al Cimo. «Un’esibizione della casta», sbotta il vicesegretario Angelo Collodoro. Riferendosi soprattutto al Palermitano, «perché a Catania ci risultano scelte un po’ più morigerate», dove il sindacalista dei medici ricorda, fra i primi vaccinati, «il commissario, la giovane moglie del commissario, il direttore sanitario dell’Asp, e una passerella di primari fra cui il capo dipartimento di Radiologia con pure il suo braccio destro». Insomma, «tutt’altro che operatori sanitari di reparti in prima linea sul Covid», ma una selezione che «premia l’aristocrazia medievale della sanità palermitana e il suo ego smisurato e impazzito».

Il caso-limite è quello del Giglio. Il direttore amministrativo Galati, laureato in Giurisprudenza, a dispetto dei suoi 47 anni è una vecchissima conoscenza della politica siciliana. Dal 2017 coordinatore della segreteria tecnica di Gianfranco Miccichè alla Presidenza dell’Ars, fu capo di gabinetto vicario di Raffaele Lombardo alla Presidenza, collezionando incarichi vari: dirigente dell’Energia, ma anche nel sottogoverno ai vertici di numerosi enti, da Italkali a Siciliacque, da Sviluppo Italia Sicilia a Riscossione Sicilia. Perché proprio lui? «La scelta del Giglio in questa prima fase - dicono dalla Fondazione - è stata di voler dare una testimonianza da parte di tutte le categorie presenti in ospedale, dal giovane primario del pronto soccorso all’oss, al direttore amministrativo, all’infermiere, nel pieno rispetto delle linee guida ministeriali. I primi 18 vaccinati del Giglio abbracciano infatti tutte le categorie. Da noi sanitari e amministrativi, ogni giorno, lavorano insieme indistintamente e a breve saranno tutti vaccinati».

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