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Covid, il caso Catania: «E ora temiamo l'onda lunga del Capodanno»

Covid-19

Covid, il caso Catania: «E ora temiamo l'onda lunga del Capodanno»

Di Giuseppe Bonaccorsi

Dott. Liberti i contagi a Catania e provincia crescono. Lei a cosa li collega?

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«Ma ovviamente - risponde con chiarezza il commissario regionale Covid dell'Asp di Catania  - questi sono i sintomi dell’euforia natalizia. E solo quella, perché l'onda del Capodanno deve ancora ancora montare. Per fortuna, in questo momento, all’aumento dei contagi non stanno corrispondendo numeri in crescita negli ospedali. E questa è la cosa che interessa di più e forse perché la maggior parte dei nuovi contagi è soprattutto tra i giovani. E’ probabile che all’incremento della curva che stiamo registrando non corrisponderà un aumento dei ricoveri che peraltro in Sicilia c’è stato, ma non nella nostra area metropolitana».

Dobbiamo dedurre che vi attendete presto anche un incremento per il Capodanno?

«Bisogna vedere come si è comportata la gente nell’ultimo dell’anno. Per il Natale abbiamo assistito alle folle per lo shopping. Per Capodanno ci sono state restrizioni e non si poteva accogliere in casa più di due persone. In teoria, quindi, non dovremmo registrare grandi numeri. Ma come non prevedere che ci siano state delle cene per cos' dire "clandestine"? Ora se magari si è andati a casa di un amico a due a due, con 10 auto che vanno tutte nella stessa casa, fare una cena in venti è cosa facile. E allora magari qualche numero in più ce lo dobbiamo aspettare...».

Questa è la terza ondata?

«Non saprei. Il problema è che i numeri stanno aumentando. Nascondersi dietro un dito non ha senso, ma al momento non sembra una situazione molto preoccupante. E i tracciamenti riusciamo ormai a farli tutti con i distretti che si occupano dei positivi del loro territorio».

Qual è l’andamento dei contagi nei drive in?

«C’è sempre il dato curioso della postazione fissa dell’ex mercato ortofrutticolo. Abbiamo dati percentuali altini, dall’8 al 10%. Forse è perché in quel drive facciamo anche i cosiddetti contatti dei contagiati e troviamo una percentuale più alta. In aeroporto, ad esempio, questo non lo registriamo. Ieri abbiamo fatto a Fontanarossa 1226 tamponi e abbiamo trovato solo due positivi. All’ex mercato su 992 tamponi i positivi sono risultati 102».

Catania per numero di contagi resta la prima della classe...

«Noi facciamo nella nostra area metropolitana più tamponi di tutti e screening in tutti i paesi. E più tamponi, fai più positivi trovi. Può darsi anche che l’incremento della curva sia dovuto anche al maggior numero di tamponi. Nell’ultimo mese ne abbiamo fatti 100mila».

In merito alle vaccinazioni l’Asp come sta procedendo?

«Si stanno rinforzando i distretti. Il personale sanitario al massimo entro la prossima settimana sarà completamente vaccinato. Incontrerò ti direttori generali delle altre aziende per fare il punto, ma credo che ormai il 70% dei sanitari è stato vaccinato. Poi si passerà a vaccinare gli ultra ottantenni e gli anziani delle Rsa e case di riposo. In linea di massima l’Asp pensa di istituire una trentina di equipe di medici e infermieri che faccia il giro delle strutture».

Sul fronte dei numeri Il Garibaldi ieri ha esaurito tutte le dosi a sua disposizione e con l’arrivo delle altre 1500 dosi terminerà il personale e passerà a vaccinare tutto il personale delle ditte che ogni giorno entrano in ospedale, come pulizieri e fornitori. Ieri sono state effettuate 500 vaccinazioni.

All’Asp con ieri si è toccato quota 4mila vaccinazioni. Al Cannizzaro lunedì si è proceduto a vaccinare 330 dipendenti sanitari e ieri altri 380. Con l’arrivo della seconda partita di vaccini si procederà a concludere tutto il personale. Al Policlinico sono state effettuate 1200 inoculazioni in tre giorni e si procederà con ritmi continui.

Sul fronte dei nuovi positivi nei pronto soccorso, siamo sempre nell’ordine della quindicina-ventina di casi giornalieri, alcuni dei quali poi finiscono con l’essere ricoverati per polmoniti e problemi respiratori. I numeri sono stabili da tempo in tutte le strutture sanitarie.

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