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Covid: per il Governo Sicilia è arancione, ma la Regione potrebbe decidere sul rosso

Covid-19

Covid: per il Governo Sicilia è arancione, la Regione: «Noi avevamo chiesto la rossa»

Di Redazione

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha deciso di collocare la Sicilia nella fascia arancione insieme a Calabria, Emilia Romagna e Veneto. Ma la Sicilia aveva chiesto, come ha detto il presidnete della Regione Nello Musumeci la zona rossa, così come indicato dal Comitato tecnico scientifico. L'indice rt è ora a 1,04.

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Si pensa ad un’ulteriore stretta insomma per arginare l’arrivo della terza ondata del virus,i cui segnali sono ormai piuttosto chiari, confermando buona parte delle misure attualmente in vigore, a partire dal divieto di spostamento tra le regioni.

Si tratta di numeri sicuramente peggiori rispetto a quelli di 7 giorni fa con un innalzamento dell’indice Rt.

E' stata la Sicilia a chiedere la zona arancione. «Siamo preoccupati per l'attuale andamento della curva dei contagi in Sicilia - ha detto il presidente Nello Musumeci - per questo abbiamo chiesto al ministro Speranza, che ringrazio, di anticipare di almeno una settimana il provvedimento di istituzione della zona arancione per la Sicilia. Nonostante l'indice Rt dell'Isola non prevedesse infatti questa classificazione, con grande senso di responsabilità, abbiamo così previsto misure più stringenti a salvaguardia del nostro territorio».

Successivamente il presidente ha precisato: «Io avevo chiesto l’istituzione dell’area rossa. Pazienza». 

L’Italia comunque si prepara al fine settimana in arancione. In tutto il paese non ci si potrà spostare fuori dal proprio comune di residenza, salvo da quelli con popolazione non superiore ai 5mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. Saranno chiusi i bar e i ristoranti, mentre restano aperti i negozi e sarà possibile andare una sola volta al giorno a trovare amici e parenti, nel limite di due persone oltre ai minori di 14 anni, nell’ambito del proprio comune.

Per evitare che vengano aggirati i divieti, il capo della Polizia Franco Gabrielli ha dato disposizioni affinché ci siano «articolati e mirati servizi» di controllo lungo le principali strade e i nodi di trasporto. Da lunedì, con il ritorno al sistema delle fasce, si comincerà a lavorare al nuovo Dpcm, anche se l’impostazione è già chiara ed è quella di prorogare la maggior parte delle restrizioni fino al 31 gennaio. Verrà confermato il divieto di spostamento tra le regioni e il coprifuoco alle 22, così come la chiusura alle 18 dei bar e ristoranti nelle zona gialle. Non è ancora definito se rimarrà o meno la deroga per la visita a parenti e amici mentre dovrebbero rimanere ancora chiuse palestre e piscine. Di quest’ultimo aspetto si parlerà probabilmente nella prossima riunione del Cts e l’ipotesi è quella di agganciare aperture e chiusure al sistema delle fasce. Ma tutto resta vincolato al discorso della scuola: sarebbe impensabile che il governo consentisse ai ragazzi di andare in palestra ma negasse loro il rientro in aula.

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