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Covid, assembramenti davanti a scuole Genitori a Catania: «Pogliese e Musumeci saranno responsabili contagi»

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Covid, assembramenti davanti a scuole Genitori a Catania: «Pogliese e Musumeci saranno responsabili contagi»

Di Maria Elena Quaiotti

Catania - La riapertura delle scuole in presenza, per infanzia, elementari e prima media, nonostante la dichiarata "zona rossa" in Sicilia, provoca reazioni da parte dei genitori. «Come mamme riterremo il sindaco Salvo Pogliese e il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci responsabili dei contagi che avverranno in questo contesto di scuole aperte»: a parlare sono Grazia Scotto e Loredana Papale, due mamme che ieri, primo giorno di scuola dopo la chiusura per una settimana, hanno assistito a Catania, a scene già viste, prevedibili, e per le quali «non si è mai cercata una vera soluzione». Il contesto sono gli assembramenti che, non da oggi, si creano all'ingresso e all'uscita dalle scuole: sono aperte infatti, da ieri, le primarie e secondarie di primo grado, ma nonostante il numero ridotto di studenti coinvolti non si è riusciti a evitare la confusione, come dimostrano le fotografie scattate ieri davanti ad alcuni istituti.

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Tanti genitori hanno preferito non mandare i propri figli a scuola, da oggi dovranno farlo, e non senza preoccupazioni.

«Se all'ingresso con le entrare scaglionate si riesce ad evitare un minimo i contatti – spiegano le mamme – è all'uscita che la situazione sfugge a ogni controllo, dobbiamo per forza infilarci tra le persone, abbiamo veramente paura per gli assembramenti e le conseguenze». Tra le scuole “fotografate” ci sono la “Pizzigoni Carducci” di via Siena, il cortile è ampio ma l'assembramento non si è evitato, e la “Grazia Deledda” di piazza Montessori dove ieri, nonostante l'esigua presenza di bancarelle del mercatino settimanale, si è assistito alla solita calca; stessa cosa si è verificata all'ingresso da via Giulia dove, nonostante le segnalazioni, resistono le auto in sosta vietata. Ed è un vero processo alle intenzioni quello che si sta celebrando. Come alla scuola “Mario Rapisardi”, dove per consentire il distanziamento sociale le terze classi erano state dislocate nel plesso di via Borrello, con determina dirigenziale dell'Ufficio traffico urbano (Utu) del Comune (n. 562 datata 19 novembre 2020) che vieta transito e fermata per tutti i veicoli in via Borrello, nel tratto da via Santangelo Fulci a via Principe Nicola, dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 8.30 e dalle 12.45 alle 13.45. Già il 28 dicembre i genitori rappresentanti delle terze classi avevano mandato una pec agli assessori competenti, al comandante della polizia locale e al preside del circolo didattico per denunciare la mancata osservanza della determina.

Una segnalazione rimasta inascoltata, tanto che ancora ieri «nessun vigile urbano era presente – sottolinea Ruggero Cosentino – e infatti è stato il “delirio”. La determina è stata fatta rispettare solo i primi giorni, poi il tutto è stato lasciato all'autogestione, e sappiamo come vanno queste cose». «Sono anch'io un genitore e ho molto timore a mandare mio figlio a scuola» precisa Dario Grasso, consigliere comunale di Forza Italia, gruppo che, incalzato da genitori e docenti, aveva ufficialmente chiesto al sindaco Pogliese di chiudere le scuole almeno fino al 31 gennaio. Richiesta che però, fino a ieri, è rimasta senza risposta. «L'assessore competente e il sindaco avrebbero quantomeno dovuto incontrare i presidi per programmare soluzioni alternative a situazioni più che note - conclude il consigliere comunale Grasso - e non lasciare tutto allo sbaraglio, come invece sta accadendo».

E se a Catania è questa la situazione fotografata, a Palermo, ieri sera, il sindaco Leoluca Orlando è corso ai ripari firmando un'ordinanza, entrata oggi in vigore, con cui vieta lo stazionamento nei pressi delle scuole. "E' ovvio - dichiara Orlando - che non si tratta del divieto di avvicinarsi alle scuole, ma del divieto di sostare all’ingresso oltre il tempo strettamente necessario ad accompagnare i propri figli. Così come non è vietato stare in fila per entrare nei negozi le cui attività sono autorizzate. Tutti i provvedimenti di queste ore, la cui necessità è confermata dall’ulteriore aumento dei contagi che colloca la Sicilia in testa alle regioni italiane, sono frutto del contatto e del dialogo costante con tutti gli attori coinvolti e responsabili, dalla Prefettura alla ASP, dall’Ufficio scolastico ai dirigenti degli istituti con i quali si sta mettendo a punto ogni possibile soluzione per innalzare ulteriormente il livello di sicurezza non solo all’interno dei plessi, ma anche nelle immediate vicinanze".

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