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Covid, «A Catania e a Ragusa plasma iperimmune, ma dai sanitari già vaccinati»

Covid-19

Covid, «A Catania e a Ragusa plasma iperimmune, ma dai sanitari già vaccinati»

Di Giusepe Bonaccorsi

Catania - Sta per partire da Catania e da Ragusa la produzione di plasma iperimmune ma non più da pazienti guariti dal Covid, ma dai sanitari che hanno già ottenuto la seconda dose di vaccino e quindi hanno raggiunto il livello massimo di copertura contro il Covid. Il progetto è stato annunciato dal dott. Nuccio Sciacca, primario del centro trasfusionale del Garibaldi centro di Catania e precursore insieme ad altri colleghi della preparazione del plasma iperimmune, certificato grazie a un protocollo stipulato tra la direzione generale dell’ospedale etneo con il Policlinico di Pavia, che certifica la composizione del plasma che deve essere ricco di anticorpi neutralizzanti per avere un certo effetti nei pazienti. «Raccoglieremo presto il plasma dai soggetti vaccinati. Abbiamo ragionato tra colleghi che se il vaccino funziona allora dovrebbe produrre nel corpo di chi lo ha ricevuto un numero efficace di anticorpi neutralizzanti. E quindi quale migliore occasione per produrre plasma iperimmune altamente compatibile con quello previsto dal protocollo?».

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Sciacca ha aggiunto che il protocollo inizierà a giorni anche all’ospedale di Ragusa e servirà anche per testare la reale efficacia del vaccino nei sanitari che lo hanno già ricevuto in doppia dose. «Non abbiamo prove e quindi intendiamo partire con questo progetto per capire se gli anticorpi sono uguali. In questo modo capiremo anche la risposta immunitaria dei vaccini e in questo modo incrementeremo la produzione del plasma che ci viene richiesto con una certa insistenza. Sappiamo anche che in fatto di risultati molti medici sono soddisfatti della reazione dei pazienti alla cura col plasma». Il primario del Garibaldi ha aggiunto che in materia di richiesta c’è una impennata di domande dal centro trasfusionale di Paternò, che poi gira le sacche all’ospedale di Biancavilla. Richieste arrivano anche dalle altre province che continuano a puntare la cura anche sul plasma che viene considerato da molti medici come un anticorpo monoclonale naturale anti Covid.

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