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Covid-19

Sicilia, tutti gli effetti dello stop ad AstraZeneca: il piano della Regione con gli altri due vaccini

Di Redazione

E adesso che dobbiamo fare? Se lo chiedono gli oltre 115mila siciliani che hanno già ricevuto la prima dose di AstraZeneca, con i quali Ruggero Razza s’immedesima. «Se io fossi uno di loro, vorrei sapere se ci sono controindicazioni e soprattutto se il richiamo dev’essere portato a termine». Si rivolge a loro, oltre che ai cittadini già prenotati, l’assessore alla Salute, che ieri pomeriggio ha firmato la circolare per sospendere la somministrazione anche in Sicilia, alla luce dello stop nazionale. «Attendiamo le decisioni dell’Aifa, domani (oggi per chi legge, ndr) ne sapremo di più, intanto continuiamo con gli altri», scandisce. Ma «le evidenze scientifiche indicano con chiarezza che si tratta di un vaccino sicuro», rassicura Razza, in linea col ministro Roberto Speranza quando afferma che «questo atteggiamento di prudenza da parte dell’Aifa va nell’interesse dei cittadini, ai quali non si può chiedere di sottoporsi a vaccinazione nell’incertezza di dati scientifici. Penso abbia fatto bene l’Aifa a prendersi il tempo necessario, perché di giorno in giorno stava iniziando a crescere il sentimento di allontanamento dalla vaccinazione , e questo sarebbe stato sbagliato».

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La conferenza stampa dell’assessore alla Salute arriva poco dopo la presa di posizione di Nello Musumeci. «A questo punto, noi per primi, attendiamo risposte dalle autorità sanitarie europee e nazionali. Tutti i nostri hub vaccinali, approntati per garantire migliaia di somministrazioni giornaliere, sono pronti alla riconversione delle dosi AstraZeneca bloccate, doverosamente, con altri vaccini», afferma il governatore. E chiosa: «Nessuna polemica, ma al governo nazionale chiedo di aiutare chi è sul territorio a spiegare ai cittadini come comportarsi».

Ma è proprio a Razza, nel tardo pomeriggio, che tocca il ruolo più delicato nel black monday della campagna vaccinale. «Quello che sta accadendo in questi giorni è il segnale che la farmacovigilanza funziona a livello europeo e nazionale», sillaba l’assessore. Sentendosi in dovere di dire che «non dobbiamo avere paura del vaccino più di quanto non ne faccia il virus». E di rivendicare: «Così come per i furbetti, sembrava che quello di AstraZeneca fosse un caso solo siciliano, ma è il solito pregiudizio smentito dai fatti».


Ma in quanti saranno ancora disposti a vaccinarsi con AstraZeneca anche dopo l’eventuale sblocco dall’Ema già giovedì? Negli ultimi giorni sono oltre 10mila le rinunce di siciliani già prenotati. E anche ieri, all’inaugurazione dell’hub vaccinale al Palacongressi di Agrigento, «nessun cittadino risulta in attesa e le sale di vaccinazione sono vuote» certifica con beffarda amarezza il deputato regionale Carmelo Pullara, battitore libero di centrodestra.

E poi la stessa domanda che tormenta i già vaccinati - e adesso che dobbiamo fare? - se la pongono anche decine di migliaia di cittadini in attesa. «Per individuare quale tipo di vaccino somministrare a chi si è prenotato, dobbiamo aspettare le decisioni dell’Aifa» di oggi, frena Razza. Le Asp stanno già avvertendo i prenotati nei prossimi giorni di non presentarsi.

Ma sul tavolo c’è già un tema che l’assessore ha posto un paio di giorni fa a Speranza, e oggi più che mai attuale: «Per l’AstraZeneca vanno anticipate le altre categorie, al di fuori dal piano anagrafico, per evitare che le rinunce che ci saranno anche dopo la probabile remissione del farmaco possano far sprecare attuali disponibilità». In questo momento, sulle 195.200 dosi arrivate - con 115mila somministrate, al netto di quelle del lotto sequestrato - c’è una riserva di 80mila dosi. Alle quali, il 20 marzo se ne aggiungeranno solo 10.500 delle 50mila previste.

Ma per ora si deve fare come ha stabilito a livello nazionale. E infatti da ieri, con circolare assessoriale, sono sospese (prima ancora che arrivasse lo stop ad AstraZeneca) le vaccinazioni delle categorie dei servizi essenziali, con magistrati e avvocati che non si arrendono. E da questa mattina la piattaforma regionale accetterà le prenotazioni dei soggetti estremamente fragili. Un platea di mezzo milione di siciliani, ai quali verrà somministrato il siero Pfizer. Con quali riserve? Nell’Isola ne sono finora state somministrate 400mila (compresi una parte di richiami) e c’è una disponibilità di 87mila dosi, ma il piano di distribuzione a breve termine è stato ritoccato al rialzo: 51.480 il 22 marzo e altrettante il 29 (il doppio di quelle previste), con altre 115.000 in arrivo il 5 aprile. Non a caso Razza invita «gli over 80 a prenotarsi, perché la disponibilità c’è». Molto meno, invece, sul Moderna: in Sicilia non sono previste consegne a breve. E, visto che sulle 38mila dosi arrivate ne sono state inoculate quasi la metà (18mila) la Regione pensa alla riserva per i richiami.

All’orizzonte, in attesa dell’arrivo del Johnson&Johnson, un obiettivo ambizioso: «Ad aprile cercheremo di superare le 35mila dosi al giorno», stima di Razza. Che ieri ha preso parte a un vertice con il generale di divisione Maurizio Angelo Scardino, delegato dal commissario nazionale Francesco Paolo Figliuolo, per fare il punto sulle infrastrutture. Agli otto hub provinciali se ne dovrebbero aggiungere almeno altri tre quasi subito (Gela, Vittoria e Taormina), con il progetto di centri vaccinali nelle zone industriali di Siracusa, Ragusa e Milazzo, oltre al coinvolgimento di farmacie e medici di base. «Il nostro obiettivo resta quello di completare la vaccinazione entro la fine dell’estate», conferma Razza. Il suo ottimismo, in una giornata nera come questa, è invidiabile.

Twitter: @MarioBarresi

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