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Covid-19

Vaccini, 200 mila italiani "saltano" AstraZeneca: governo riorganizza campagna

Di Carmela Marino

ROMA - Sono circa 200mila gli italiani che hanno saltato la prima somministrazione del vaccino a causa della sospensione di Astrazeneca ma l’impatto «sarà riassorbito nell’arco di un paio di settimane», grazie anche all’incremento delle dosi in consegna da parte di Pfizer. In attesa delle conclusioni degli approfondimenti dell’Ema sul farmaco dell’azienda anglo svedese attese per giovedì 18, il governo riorganizza la campagna vaccinale e mette mano ad un altro degli organismi che gestiscono l’emergenza, il Comitato tecnico scientifico. Non saranno più 24 i membri ma 12 e a coordinarlo sarà il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli mentre il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro avrà il ruolo di portavoce.

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Il punto sullo stop ad Astrazeneca è stato fatto a palazzo Chigi dopo una giornata di incontri, riunioni, contatti con le case farmaceutiche e approfondimenti con le regioni da parte degli uffici del Commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, partendo da un presupposto: salvo stravolgimenti, al momento non previsti, da Bruxelles dovrebbe arrivare il nuovo via libera all’utilizzo del vaccino. Dunque la sospensione non andrà oltre i 4 giorni e, vista la media di somministrazione tenuta fino ad oggi, non riguarderà più di 200mila persone che si erano prenotate e che dovranno essere richiamate. Un "rallentamento», spiegano fonti di palazzo Chigi, che sarà riassorbito in 15 giorni. Dunque entro la fine di marzo. E questo anche grazie all’incremento di 707.850 dosi di Pfizer che si andranno ad aggiungere a quelle in arrivo entro il 31 marzo da parte della casa farmaceutica americana , che ad oggi ne ha consegnate 5.908.500. Nelle prossime due settimane, se i programmi verranno rispettati, Pfizer dovrebbe dunque consegnare oltre 3,8 milioni di dosi. Venerdì comunque si dovrebbe riprende a somministrare anche Astrazeneca: il Commissario è in costante contatto con le regioni - alcune delle quali hanno bloccato le prenotazioni - che dovranno o richiamare immediatamente chi era prenotato per il 16, 17 e 18 marzo, facendo scalare tutti gli altri, oppure dovranno inserirli tra coloro che sono già prenotati per le prossime settimane, aumentando le somministrazioni. Chi si era prenotato e non dovesse presentarsi, viene sottolineato da fonti di governo, scalerà ovviamente in fondo alla fila.

Nel corso delle riunioni è stato poi definito anche un altro problema: come individuare i 'riservistì, cioè quei soggetti che se dovessero avanzare dosi di vaccino devono essere chiamati per la somministrazione? Si è deciso che saranno individuati tra coloro che sono già prenotati per i giorni successivi sempre all’interno delle categorie indicate dal piano: se dai centri vaccinali ci si dovesse accorgere della possibilità che ci siano dosi residue, partirà una segnalazione a Poste italiane - che ha una piattaforma informatica che consente sia la tracciatura dei vaccini sia la prenotazione online - e sarà Poste ad inviare un sms per convocare i soggetti. Si affronterà invece nei prossimi giorni la questione della vaccinazione per gli oltre 2,6 milioni di guariti dal Covid. Aifa, Iss e ministero della Salute hanno ribadito che devono essere vaccinati tra i 3 e i 6 mesi dopo la guarigione. E dunque bisogna inserire anche questi soggetti tra le categorie prioritarie.

Intanto, dopo il Commissario per l’emergenza e il capo della protezione civile, il governo ha messo mano anche al terzo pilastro 'tecnicò della gestione dell’emergenza, il Comitato tecnico scientifico. L’organismo è stato dimezzato, passando da 24 a 12 membri: si è reso necessario, in relazione alla nuova fase dell’emergenza e dell’accelerazione delle vaccinazioni, dice il Dipartimento della Protezione Civile cui spetta la nomina del Comitato, «razionalizzare le attività al fine di ottimizzarne il funzionamento». D’intesa con palazzo Chigi è stato scelto Franco Locatelli come coordinatore e Silvio Brusaferro come portavoce, mentre del vecchio Cts restano anche il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito, il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Giovanni Rezza, e Fabio Ciciliano, che fino ad oggi svolgeva le funzioni di segretario e che sarà invece sostituito dall’avvocato dello Stato Sergio Fiorentino.

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